È morto un amico, un grande maestro, una figura storica del giornalismo italiano.
Oggi sabato 12 aprile, è morto nella sua casa di Sesto San Giovanni, Francesco (detto Franco e per gli amici Ciccio) Abruzzo, 85 anni, storico presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, dopo aver dedicato la sua vita al giornalismo e alla difesa della libertà di stampa. Con una carriera che si estende per oltre cinque decenni, Franco ha ispirato generazioni di giovani reporter e ha sempre combattuto per mantenere alti gli standard etici nel settore. Durante la sua presidenza, ha implementato diverse iniziative per promuovere il dialogo tra i giornalisti e i cittadini, sottolineando l’importanza di una comunicazione trasparente e responsabile. I suoi amici e colleghi lo ricordano non solo come un leader carismatico, ma anche come un mentore dedicato, sempre pronto a offrire consigli saggi e supporto a chiunque ne avesse bisogno. Fino all’ultimo ha dato consigli agli amici che gli sono stati vicini.
Al suo fianco. sino alla sua morte, sono state la moglie Diana, le figlie Vittoria e Anna Maria e il fratello Giovanni.
I funerali si svolgeranno Lunedì 14 aprile alle ore 10 nella chiesa di San Giovanni Battista a Sesto San Giovanni (Mi).
Nato a Cosenza nel 1939, viveva a Sesto dal 1967. Aveva iniziato la carriera giornalistica in Calabria, poi a Milano era approdato a Il Giorno, dove fu cronista e caposervizio alla giudiziaria, al politico e alle cronache nazionali. Dal 1983 al 2001 lavorò a Il Sole 24 Ore con ruoli di primo piano.
Presidente dell’Ordine lombardo dei giornalisti per 18 anni (1989–2007), fu rieletto consigliere nel 2013. Ebbe svariate cariche a livello nazionale. Fu docente universitario ed autore di testi importanti per la professione giornalistica, come il Codice dell’informazione e della comunicazione, ha formato generazioni di giornalisti.
La notizia della morte di Franco Abruzzo è stata rilanciata da tutte le testate giornalistiche italiane, a testimonianza del segno profondo lasciato nella professione.
La FNGPI esprime il più vivo cordoglio e la vicinanza alla famiglia per la perdita di un amico e di un grande maestro.
