Europa, Parlamento, Regioni per una riforma complessiva del giornalismo?

Cara Collega, caro Collega,
il mese scorso abbiamo ricordato il cinquantesimo anniversario di una Sentenza della Corte Costituzionale del 1974, che ha mutato il mondo della comunicazione del nostro Paese, dando applicazione all’art. 21 della Costituzione Italiana, che prevede che tutti i cittadini abbiano diritto di manifestare il proprio pensiero usando qualsiasi mezzo.
Questa Sentenza ha di fatto posto fine al monopolio RAI e ha consentito il realizzarsi in Italia di radio e televisioni private.


Oggi, un mese dopo questo anniversario, si profila una situazione che sembra avere qualche analogia: Europa, Parlamento, Regioni potrebbero contribuire ad una modifica complessiva del quadro normativo dell’informazione.


E’ possibile che la riforma dei Giornalisti sia portata all’attenzione del Parlamento e che il quadro normativo che regola l’informazione nel nostro Paese venga rivisto complessivamente dal Parlamento per adeguarlo all’art. 11 della Carta Europea dei Diritti Fondamentali del cittadino europeo.
Questa possibilità è favorita all’attuazione del ”EU Media Freedom Act”, che, entrato in vigore il 7 maggio 2024, si applicherà pienamente a partire dall’8 agosto 2025.


E’ anche possibile che in tempi brevi la potestà legislativa sulle professioni venga trasferita alle regioni che ne facciano richiesta. Questa possibilità è data dalla legge sull’autonomia differenziata, approvata dalla Camera il 19 giugno scorso, in base alla quale, da subito la vigilanza ed in tempi brevi la potestà legislativa sulle professioni, verrebbero trasferite alle regioni che, come la Lombardia ed il Veneto , ne abbiano fatto richiesta.

L’art. 11 della Carta Europea dei Diritti Fondamentali del cittadino europeo è relativo alla “Libertà di espressione e d’informazione” e testualmente al punto 1 recita: “Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevereo di comunicare informazioni (nella versione inglese recita “impart information”) o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.
Testualmente al punto 2 recita: La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati.


Il  Regolamento europeo sulla libertà dei media (”EU Media Freedom Act), che dà attuazione al punto 2 dell’ art. 11 della Carta Europea dei Diritti Fondamentali del cittadino europeo, si applicherà pienamente a partire dall’8 agosto 2025: la sua applicazione è legata alla ragionevole attuazione del puno 1 dello stesso articolo.
Infatti si legge testualmente al punto 15 del Regolamento europeo sulla libertà dei media :


Il presente regolamento non pregiudica la libertà di espressione e di informazione garantita a ogni individuo dalla Carta. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha osservato che in un settore delicato come quello dei media audiovisivi, al dovere negativo di non ingerenza si aggiunge, per l’autorità pubblica, l’obbligo positivo di realizzare un quadro legislativo e amministrativo adeguato per garantire un pluralismo dei media effettivo .”

La legge sull’autonomia differenziata potrebbe avere un notevole impatto sulle professioni per le regioni che ne facciano richiesta, tanto per la vigilanza, quanto in tempi brevi per le modalità di accesso alle professione e per ogni aspetto normativo.


Sembra d’essere alla vigilia se non di una rivoluzione, di un sostanziale mutamento del quadro normativo che regola l’informazione.
La FNGPI ha dato un proprio contributo, inviando al Governo il 31 ottobre 2023 una proposta di riforma complessiva e di adeguamento del quadro normativo italiano dell’Informazione a quello europeo ed inviando recentemente il 6 luglio scorso una lettera aperta con una proposta a Parlamentari ed all’Intergruppo Parlamentare per la riforma complessiva del giornalismo.

Buone vacanze

Enrico Campagnoli