La FNGPI verso l’Informazione di domani

L’informazione dal 1963 è totalmente cambiata. Una legge che intenda oggi aggiornare il quadro normativo non può non tener conto che l’informazione è oggi in divenire e che nuove professioni vanno ad aggiungersi ogni giorno. Abbiamo cercato di indicare una possibile lista non esaustiva di attività che possono identificare il Giornalista o, secondo la legge 4 del 2013, il Professionista dell’Informazione.

La nostra organizzazione ha, per questo motivo, recentemente cambiato pelle e, anticipando i tempi, intende iscrivere tanto Giornalisti dei due elenchi, quanto Professionisti dell’Informazione e, contestualmente, essere sostenitrice di una legge che guardi al futuro adeguando il quadro normativo italiano a quello europeo.

La FNGPI

da

Federazione Nazionale Giornalisti Pubblicisti Italiani

è divenuta dal 20 marzo 2025

Federazione Nazionale Giornalisti e Professionisti dell’Informazione

L’attività giornalistica merita oggi una riflessione.

Nell’Unione Europea non esiste una definizione unica e vincolante a livello sovranazionale di “giornalista”, ma ci sono alcuni criteri condivisi e riconosciuti in ambito giuridico, legislativo e professionale.

In generale, è considerato giornalista chi:

  1. svolge attività regolare di raccolta, elaborazione e diffusione di notizie o commenti destinati al pubblico, di interesse generale, tramite mezzi di comunicazione come stampa, radio, TV, o media digitali.
  2. opera secondo principi etici e deontologici, come l’obbligo di verifica delle fonti, il rispetto della verità, e la tutela della riservatezza delle fonti.
  3. è riconosciuto da un ente professionale o da un’organizzazione di categoria, come ad esempio un Ordine dei Giornalisti (in Italia), un sindacato o un’associazione nazionale.

La CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo) ha chiarito che la protezione del “giornalismo” e della “libertà di stampa” si estende anche a blogger, freelance e citizen journalists, purché svolgano un’attività di interesse pubblico con metodi giornalistici (es. ricerca, verifica, diffusione di informazioni). Il comma 1 dell’art.11 della Carta Europea dei diritti fondamentali della UE riconosce come diritto fondamentale di ogni cittadino della UE quello di diffondere informazione.

La Direttiva sui Servizi di Media Audiovisivi (AVMSD) e altri testi normativi UE non definiscono specificamente il termine “giornalista”, ma proteggono il diritto alla libertà di espressione e d’informazione, incluso il diritto dei giornalisti di operare liberamente.

Non abbiamo trovato nessun riferimento al fatto che un giornalista per essere tale debba fare esclusivamente questa attività o la debba svolgere prevalentemente o debba essere regolarmente retribuito per questa sua attività, che rientra in uno dei suoi diritti fondamentali, né che debba necessariamente essere laureato o passare un esame.

Quali sono le attività che dovrebbero essere oggi valutate,

per differenziare, alla luce della normativa europea,

il Giornalista dal Professionista dell’Informazione.


In generale l’attività del Giornalista e quella del Professionista dell’Informazione possono essere effettuate in una molteplicità di modi, che qui si elencano in modo non esaustivo.

Si parta da modalità usuali, dal Giornalista, che genericamente scrive e pubblica notizie di interesse generale per giornali, riviste, siti web, TV e radio, al Reporter, che si occupa di raccogliere informazioni sul campo e realizzare reportage, all’ Editorialista, che scrive opinioni o approfondimenti su temi specifici, al Corrispondente, inviato in una specifica area geografica o specializzato in un settore tematico. al Caporedattore, che coordina il lavoro della redazione e approva i contenuti, ed al Fact-checker, che verifica l’accuratezza delle informazioni e delle fonti.


Non si può tuttavia escludere dall’attività giornalistica chi si occupa di Comunicazione visiva e multimediale di interesse generale, dal Fotografo, che cattura immagini per illustrare notizie e reportage, al Videomaker, che realizza video per notizie, documentari o servizi multimediali di interesse generale, al Graphic designer, che cura la parte grafica di riviste, siti web, infografiche e contenuti digitali di interesse generale, all’ Illustratore, che realizza illustrazioni per supportare contenuti editoriali di interesse generale, al Regista, che dirige la produzione audiovisiva, spesso in contesti giornalistici o documentaristici, allo stesso Montatore video, che assembla e modifica materiali video per creare servizi o reportage.


Si debbono aggiungere le attività correlate con la Comunicazione digitale, dal Social media manager, che gestisce la presenza sui social media di testate giornalistiche, enti o Professionisti dell’Informazione, al Content creator, che produce contenuti digitali (testi, immagini, video) per blog, siti o social network, al Web editor, che scrive, modifica e cura contenuti per siti web e piattaforme digitali, al SEO specialist, che ottimizza i contenuti per migliorarne la visibilità nei motori di ricerca, al Data journalist, che analizza e interpreta dati per creare articoli e visualizzazioni interattive.

Si debbono anche aggiungere le attività correlate con l’Innovazione e tecnologia, dallo Sviluppatore di contenuti multimediali, che crea applicazioni o esperienze interattive per l’informazione, all’ Esperto di realtà aumentata/virtuale, che sviluppa esperienze immersive legate all’informazione, allo Specialista di cybersecurity, che protegge le fonti e i contenuti giornalistici da accessi non autorizzati.

Si debbono ugualmente aggiungere le attività correlate alla Produzione e gestione delle informazioni, dal Ricercatore di mercato, che analizza dati per comprendere il pubblico e le tendenze, all’Archivista, che cura e organizza archivi di documenti, fotografie e materiale storico, al Documentarista, che realizza documentari su temi d’attualità o storici, all’ Analista dei media, che studia e interpreta l’impatto e le tendenze dei media.

Si deve valutare anche l’attività degli addetti alla Comunicazione istituzionale e strategica, dall’Addetto stampa, che si occupa delle relazioni tra aziende, istituzioni o organizzazioni e i media, al PR specialist, che gestisce la comunicazione pubblica e l’immagine di un’organizzazione, al Portavoce, che comunica ufficialmente per conto di un’organizzazione o di una figura pubblica, al Brand journalist, che racconta storie legate a un marchio o a un’azienda, utilizzando tecniche giornalistiche.

Si debbono anche valutare le attività dei Professionisti di supporto tecnico e operativo, dal Tecnico audio, che gestisce la registrazione e il mixaggio del suono in contesti radiofonici, televisivi o digitali, all’Operatore di ripresa (cameraman), che si occupa delle riprese video, lavorando spesso in team con giornalisti o registi, al Tecnico luci, che cura l’illuminazione per set televisivi, studi fotografici o produzioni multimediali, all’ Ingegnere del suono, specialista nella qualità audio per trasmissioni o produzioni multimediali.


Ugualmente si debbono valutare le attività professionali degli Specialisti di analisi e strategia come i Media planners, che pianificano le strategie di comunicazione sui media per campagne informative o pubblicitarie, come l’Analista delle audience, che studia i comportamenti del pubblico per adattare contenuti e strategie, come l’Esperto di intelligenza artificiale applicata ai media e sviluppa algoritmi per personalizzare l’informazione o analizzare grandi quantità di dati.

Non può mancare la valutazione delle Professioni legate all’etica e alla formazione, come l’Esperto di deontologia professionale, che fornisce consulenza su questioni etiche legate al giornalismo e alla comunicazione, come il Docente di giornalismo, che forma nuove generazioni di professionisti nei settori dell’informazione, come il Formatore digitale, che insegna alle redazioni a usare nuove tecnologie o piattaforme per comunicare.


Non possono nemmeno mancare Figure emergenti o ibride, dal Narrative designer, che si occupa di creare esperienze interattive o storytelling transmediali per l’informazione, al Podcaster, che realizza contenuti audio informativi o narrativi per il web, all’Influencer specializzato in informazione, che crea contenuti informativi, spesso in collaborazione con testate o enti, allo Storyteller digitale, che racconta storie usando formati multimediali innovativi (video brevi, post interattivi, ecc.).


Non possono neppure mancare Figure legate alla sostenibilità e inclusività, come l‘Esperto di comunicazione inclusiva, che lavora per rendere l’informazione accessibile a persone con disabilità o di culture diverse, o come il Consulente per la sostenibilità mediatica, che aiuta i media a comunicare temi legati all’ambiente e alla sostenibilità.

Ovviamente qualora le attività sopra riportate non soddisfino le tre peculiarità, che secondo la EU caratterizzano il giornalista, si potrebbero ritenere queste attività proprie di un Professionista dell’Informazione.