Le prospettive della normativa che regolerà l’attività giornalistica nel nostro Paese sono cambiate di recente.
Le modificazioni, gli adeguamenti alla normativa europea ed alla normativa che sarà prevista dalla legge sull’autonomia differenziata delle Regioni e dal disegno di legge approvato lo scorso 4 settembre dal Consiglio dei Ministri per regolamentare in Italia le professioni, tra le quali quella giornalistica, potranno essere oggetto di valutazione solo nel prossimo futuro.
Non si escludono incertezze e contraddittorietà.
Infatti il disegno di legge di delega al Governo, approvato dal Consiglio dei Ministri il 4 settembre scorso, che ci risulterebbe peraltro presentato al Presidente del Senato solo il 29 settembre, per la regolamentazione di numerose professioni, tra cui quella giornalistica, prevede decreti attuativi nei prossimi 24 mesi.
Vi è da notare che in passato un analogo disegno di legge di delega al Governo era stato presentato nel 2006 proprio per il riassetto delle professioni, ma successivamente non erano stati emessi i decreti attuativi della delega.
Recentemente il Piemonte, la Lombardia, il Veneto hanno presentato, oltre ad altre Regioni, delle pre intese in attuazione della legge in vigore circa l’autonomia differenziata delle Regioni che prevede la regolamentazione delle professioni da parte delle Regioni che lo richiedano.
A livello europeo l'”European Media Freedom Act”, entrato in vigore come Regolamento nel nostro Paese l’8 di agosto scorso e quindi legge dello Stato, prevede che nei Paesi UE si dia applicazione all’art. 11 punto 1 dei diritti fondamentali dell’uomo che comprende il diritto di ciascun cittadino di “impart information”, di diffondere l’informazione. A tutto ciò si aggiunge che in nessun altro Paese dell’Unione Europea esiste un Ordine dei giornalisti, pur essendo generalmente regolamentata l’attività.
La coincidenza di una prossima regolamentazione governativa in Italia della professione giornalistica in base ad un decreto delega da emettere entro due anni dal 4 di settembre scorso e della contestuale possibilità in base alla legge sull’autonomia differenziata, che alcune Regioni ottengano potestà legislativa in merito alla regolamentazione delle professioni, compressa quella giornalistica, crea una prospettiva già incerta e contraddittoria, che, alla luce di Regolamento UE, vigente nel nostro Paese dal giorno 8 agosto scorso, diventa ancora più imprevedibile.
