Un Comunicato Stampa dell’Ufficio Comunicazione e stampa della Corte Costituzionale il 14 novembre scorso ha anticipato i contenuti della Sentenza della Corte Costituzionale relativa alla legge sull’autonomia differenziata (vedi qui), iniziando con questa frase:
“In attesa del deposito della sentenza, l’Ufficio Comunicazione e stampa fa sapere che la Corte costituzionale ha ritenuto non fondata la questione di costituzionalità dell’intera legge sull’autonomia differenziata delle regioni ordinarie (n. 86 del 2024), considerando invece illegittime specifiche disposizioni dello stesso testo legislativo.”
Sul sito della Corte Costituzionale si legge che il segretario generale Cons. Umberto Zingales è il capo ufficio ad interim e che il responsabile della comunicazione è il dott. Dino Martirano.
Sul Comunicato Stampa si è sviluppato un vivace dibattito, con diverse interpretazioni.
Vi è chi sostiene che avendo la Suprema Corte “ritenuto non fondata la questione di costituzionalità dell’intera legge sull’autonomia differenziata delle regioni ordinarie (n. 86 del 2024)” è sufficiente che il Parlamento modifichi le “illegittime specifiche disposizioni dello stesso testo legislativo”, per rendere impossibile il referendum abrogativo della legge n. 86/2024 sull’autonomia differenziata ed inutili le centinaia di migliaia di firme finora raccolte per questo fine, venendo questa legge prossimamente sostanzialmente modificata, dopo il deposito della Sentenza.
Vi è chi sostiene invece che una legge che preveda l’autonomia differenziata, anche con le modifiche delle “illegittime specifiche disposizioni dello stesso testo legislativo”, non possa mai vedere la luce perché contrastante con la Costituzione.
Francamente, a prescindere dalla certa professionalità dei colleghi dell’Ufficio Comunicazione e stampa della Corte Costituzionale, solo l’attenta lettura integrale del testo della sentenza che verrà depositata e soprattutto del testo delle preannunciate modifiche parlamentari faranno meglio comprendere a ciascuno di noi quale sarà il futuro di questa legge ed in particolare il suo impatto sulla nostra professione.
La legge n. 86/2024 sull’autonomia differenziata è oggi vigente e prevede che tutte le professioni possano essere oggetto di legislazione regionale. E’ inopportuno ignorare questo fatto.
Seraficamente le elezioni per l’Ordine dei Giornalisti sono state decise nel marzo 2025.
Ci sarà ancora l’Ordine?
Non hanno tenuto conto del fatto che:
- gran parte dei giornalisti risiedono in regioni come il Piemonte, la Lombardia, il Veneto, che già hanno iniziato la procedura per vedere riconosciuta la propria autonomia differenziata e quindi la potestà legislativa in merito anche alla nostra professione;
- il Regolamento EU, denominato European Media Freedom Act, entrato in vigore il 7 maggio 2024, diverrà, senza bisogno di alcun recepimento, legge in Italia dal giorno 8 agosto 2025. Questo regolamento attua quanto previsto dall’art. 11, punto 2, della Carta europea dei diritti fondamentali dell’Uomo; non è assolutamente improbabile che le Regioni in sede legislativa decidano procedure di accesso al giornalismo rispettose anche di quanto previsto dall’art. 11, punto 1, della Carta europea dei diritti fondamentali dell’Uomo. Sul suo blog la FNGPI (1, 2, 3, 4) ha più volte sottolineato la necessità di un adeguamento del quadro normativo italiano dell’informazione a quello europeo ed internazionale.
Sul suo blog la FNGPI (1, 2, 3, 4) ha più volte sottolineato la necessità di un adeguamento del quadro normativo italiano dell’informazione a quello europeo ed internazionale.
