Duro scontro sull’interpretazione di una Sentenza. Rischio che l’ INPGI debba ripartire l’acquisto di “servizi”?

La sezione quinta del TAR del Lazio ha pubblicato il 13 ottobre scorso la sentenza n. 202424/20che si riporta qui integralmente perché ciascuno possa valutarne il contenuto.

Questa sentenza, un mese dopo la sua pubblicazione, il 13 novembre scorso, è stata oggetto di un Comunicato Stampa dell’ANSA, che è stato rilanciato lo stesso giorno dal sito della FNSI, con un articolo dal titolo: “Statuto Inpgi, il TAR accoglie le tesi della Fnsi”.

Il giorno successivo, 14 novembre scorso, Pierluigi Roesler Franz ha tempestivamente e duramente contestato l’interpretazione dato il 13 novembre dall’ ANSA e dalla Fnsi su www.francoabruzzo.it con un articolo dal titolo “Sentenza del TAR del Lazio n. 20204/2024 che riconosce al nuovo sindacato dei giornalisti FIGEC il diritto ad essere equiparato alla FNSI nel nuovo Statuto INPGI”.

A prescindere dal fatto che, per quanto riguardava il merito, la materia dovesse essere portata secondo il TAR del Lazio all’attenzione del Giudice ordinario, nella sentenza 202424/2024 il TAR del Lazio sembra essere stato esplicito nel precisare al punto 3.5 che “la domanda di giustizia proposta”, ovvero che l’INPGI non potesse non equiparare la FNSI all’altro sindacato dei giornalisti, ovvero alla FIGEC, aderente al sindacato confederale CISAL,“non potrebbe essere successivamente disattesa dall’Istituto ( ndr: INPGI) e dai ministeri vigilanti (ndr: Lavoro ed Economia)”.

Questo è al proposito il testo della sentenza n.202424/2024 del TAR Lazio:

Orbene, l’interpretazione manifestata in corso di giudizio è da ritenersi già satisfattiva della domanda di giustizia proposta dagli odierni ricorrenti e non potrebbe essere successivamente disattesa dall’Istituto ( ndr: INPGI) e dai ministeri vigilanti (ndr: Lavoro ed Economia), se non a pena della violazione del principio di buona fede (specialmente, sotto il profilo del divieto del venire contra factum proprium) e dei principi di legalità, certezza e buon andamento, quali presidî rispetto a interpretazioni “a sorpresa” e a comportamenti arbitrari dell’autorità (cfr. Tar Lazio, sez. V Ter, 4.3.2024, n. 4258).

Dunque mentre il giornalista dell’ANSA, che ha prodotto il Comunicato, ha ritenuto che il Giudice Amministrativo avesse ritenuto la Fnsi sindacato unico dei giornalisti, Pierluigi Roesler Franz ha ritenuto che l’ANSA avessemesso in rete una vera e propria fake news, frutto di pura invenzione” che in pratica capovolgeva quanto hanno realmente scritto i giudici del TAR e che la sentenza il Giudice Amministrativo aveva al contrario equiparato per l’INPGI la FIGEC/CISAL alla FNSI ed aveva testualmente scritto su www.francoabruzzo.it che:

Del tutto inaspettatamente, invece, come un fulmine a ciel sereno, l’agenzia ANSA di ieri pomeriggio, poi rilanciata dal sito della FNSI in https://www.fnsi.it/statuto-inpgi-il-tar-accoglie-le-tesi-della-fnsi , ha messo in rete una vera e propria fake news, frutto di pura invenzione, che in pratica capovolge quanto hanno realmente scritto i giudici del TAR nella motivazione della loro sentenza, che va letta attentamente fino in fondo, a proposito del nuovo sindacato FIGEC, che era stato ingiustamente discriminato in più punti nello Statuto dell’INPGI (già INPGI 2) rispetto alla stessa FNSI”

I giudici amministrativi hanno di fatto equiparato a tutti gli effetti la FIGEC alla FNSI, che quindi non può avere l’esclusiva nell’INPGI, né può essere più considerato il sindacato unico della categoria giornalistica”.

Il fatto che la FIGEC, associazione di giornalisti del sindacato confederale CISAL, non possa essere ignorato e tolga ogni pretesa alla FNSI d’essere il sindacato, nemmeno unitario, ma unico dei giornalisti, pare oggettivamente scontato.

La CISAL stessa ha preso ovviamente posizione nell’interpretazione della sentenza 202424/2024 il TAR del Lazio.

Come mai così aspra contesa?

Nel 2022 avevamo denunciato a proposito dell’ INPGI 2, oggi INPGI, uno scandaloso conflitto di interessi a danno dei colleghi più deboli ed avevamo richiesta l’attenzione degli enti vigilanti, ovvero del Ministero del Lavoro e del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

La relazione della Corte dei Conti del 2019 sull’INPGI può fornire un quadro generale della situazione.

I motivi dello scandaloso conflitto di interessi sono ben motivati da alcuni articoli di “Senza Bavaglio” (1,2).

In particolare il 22 marzo 2022, Simona Fossati scriveva su “Senza Bavaglio”:

“..pochi sanno che uno dei primi atti del CdA dell’INPGI, nella sua maggioranza, insediato il primo luglio 2020, è stato quello di riversare il 40 per cento dei costi dell’Istituto sulla Gestione Separata. Questo significa che a carico dell’ente dei lavoratori autonomi pesano, da quasi due anni, spese che per la maggior parte nemmeno li riguardano. Tra l’altro, dei due milioni e mezzo di euro che l’INPGI passa al sindacato in cambio di “servizi”, l’INPGI 2 ne versa un milione. Quindi, ironia della sorte, i lavoratori autonomi finanziano un sindacato che non ha saputo difendere i loro diritti e la loro dignità.”

Un dubbio sul motivo di così aspra contesa?

Un ragionevole dubbio sul motivo di così aspra contesa sta nel rischio che l’INPGI non possa più, se sono riconosciuti due sindacati dei giornalisti, acquistare annualmente, come nel passato, “servizi” dalla sola FNSI per milioni di Euro, ma a fronte dell’esistenza di un altro sindacato dei giornalisti, l’INPGI debba condividere l’acquisto di “servizi” anche dall’altro sindacato, per non indurre contestazioni da parte degli iscritti al secondo sindacato od addirittura controlli di legittimità da parte degli gli enti vigilanti.

Enrico Campagnoli