I segreti della distillazione in cinquant’anni di tradizioni

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Gussago, comune in provincia di Brescia, vantava un centinaio di distillerie. Ora ne rimangono un paio, di cui una ha compiuto in questo 2019 agli sgoccioli, 50anni. È un’attività produttiva che racchiude una storia d’amore, solida anche se le strade della vita hanno separato i principali protagonisti.

Come un’automobile si chiama come la moglie del proprietario della fabbrica, ad esempio, così le “Distillerie Peroni Maddalena” hanno il nome della moglie di Giuseppe, “Peppino”, Andreoli, come tutti lo conoscevano. L’avventura condivisa con un amico nel 1961, divenne nel 1969 la decisione di avviare l’attività di distillazione grazie alla quale mantenere la famiglia, rallegrata da tre figli. Carlo, Paola, Sandro, ora sono i proprietari, sui quali si posa giornalmente lo sguardo amorevole, e forse ancora un po’ vigile, della mamma Maddalena, impegnata a volte “per fare qualche cosa”, ma anche “per cercare di aiutare i ragazzi che hanno sempre così tanto da fare” all’imbottigliatrice o all’etichettatrice. Peppino non manca mai, anche se è già “andato avanti”, perché è da lui che i figli hanno imparato la tecnica della distillazione discontinua, con metodologia artigianale, cioè quel modo di garantire che non sono i meccanismi di verifica e controllo a generare la qualità, ma la sapienza del mastro distillatore, tramandata ai figli, già al lavoro in azienda. La tradizione maestra di un’arte che diventa essenza di vita, spirito di vite, “acqua di vita”, come un tempo si chiamava la grappa.

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Maddalena Peroni, al centro, con i figli (da sinistra) Sandro, Paola e Carlo. Alle spalle i diplomi meritati per le produzioni delle Distillerie, nello showroom di Gussago

 

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Alcune caldaiette in rame dell’impianto a ciclo discontinuo

Proprio la grappa, il distillato nazionale, genuinamente italiano, capolavoro di utilizzo e riutilizzo di quelli che possono essere considerati scarti, antesignano delle buone pratiche odierne così di moda, è il prodotto più difficile da mediare al pubblico. In realtà le persone sanno poco proprio della grappa, incapaci spesso di ascoltare le spiegazioni esperte. Eppure, entrano nello showroom di Gussago, attiguo allo stabilimento produttivo delle Distillerie Peroni, e assaporano l’abilità di mettere in una bottiglia tutto il benessere della vite, dei suoi figli, acini che racchiudono territorio, sapienza, terroir, volontà di fare bene e, possibilmente, meglio.

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Alcune botti di invecchiamento, in rovere

La distilleria è cresciuta negli anni fino alla malattia di Andreoli e alla necessità, per Maddalena, di chiamare attorno a sé i figli: cosa facciamo adesso? Continuiamo con l’attività del papà, oppure volete trovare lavoro altrove? La domanda era rivolta prevalentemente a Carlo, il primogenito, che cominciò ad affiancare il papà per imparare non soltanto la scelta delle materie prime, la tecnica di utilizzo delle caldaiette a vapore, il miglior modo per separare testa, cuore e coda, ma anche la tecnica del vendere, di mandare avanti un’azienda, il marketing e l’amministrazione, la gestione dei fornitori e dei clienti e i rapporti con la Finanza. Carlo ha imparato e si è fatto carico dell’azienda, seguito dai fratelli non appena l’età l’ha permesso. Oggi si incontrano in azienda, sorridenti, tra oggetti in vetro (animali, segni zodiacali, oggetti natalizi, tra gli altri) con la grappa dentro, circondati da file di diplomi appesi incorniciati alle pareti: sono i premi nazionali e internazionali meritati dalle loro produzioni, le grappe per prime. Si produce anche il Gin e l’Amaro, che hanno il nome delle nipoti di Maddalena, ma i liquori e il brandy.

 

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Carlo Andreoli relatore al convegno A.D.I.D. dedicato alla Grappa, Brescia 2016

I segreti racchiusi nelle bottiglie diventano versi, grazie al premio di poesia “Versi distillati”, organizzato dall’Associazione A.D.I.D., giunto alla tredicesima edizione, il cui primo premio è proprio dedicato a Peppino Andreoli. Diventano anche didattica, tante sono le visite guidate della Distilleria che si susseguono a impianti funzionanti, dall’autunno alla tarda primavera, con spiegazioni tecniche curate dai fratelli Andreoli. Un cinquantesimo che racconta una bella storia italiana, poco impegnata in chiacchiere e tanto capace di fatti. Come racconta la terra bresciana, anche in un “gós de grapa”, come si dice in dialetto.

La distilleria Distillerie Peroni è visitabile su appuntamento, lo showroom nei mesi di novembre e dicembre è aperto anche di domenica.
http://distillerieperoni.it

Alessia Biasiolo

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