Cara Collega, caro Collega,
nella campagna di tesseramento 2024 la FNGPI ha ribadito la sua proposta, presentata al Governo il 31 ottobre scorso, di adeguamento del quadro normativo italiano a quello europeo anche in relazione alla Raccomandazione EU 2021/153.
Questa proposta FNGPI era alternativa alla proposta di modifica della legge istitutiva approvata dal CNOG nel luglio 2023 e presentata prima alla Camera e poi Senato ai primi di Ottobre.
Non si ha notizia che la proposta del CNOG abbia proseguito l’iter parlamentare dopo la fine ottobre 2023.
Si ha notizia invece che il CNOG, il 12 dicembre scorso, ha chiesto una frettolosa modifica delle modalità di elezioni del prossimo Consiglio Nazionale e dei Consigli Regionali dell’Ordine.
Verrebbe da dire “palla al centro”.
E’ forse opportuno verificare, anche valutando l’atto di nascita dell’Ordine, se vi possa essere una qualque connessione fra adeguamento del quadro normativo italiano dell’Informazione a quello europeo e la riforma della Giustizia
La lettura della
“Rassegna dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti”,
Anno III, n.4, novembre 1968″ ,,
consente di leggere
1 – la prefazione dell’on. Guido Gonella, come Presidente dell’Ordine
2 – il Disegno di legge n. 228 presentato dall’on. Guido Gonella, come Ministro di Grazia a Giustizia
3 – il testo del Disegno di Legge presentato dal Ministro di Grazia e Giustizia (Gonella): “Riforma dell’ordinamento della professione giornalistica”, presentato alla Presidenza il 18 novembre 1968,
Tutto ciò induce a qualche riflessione su un improprio collegamento alle origini tra Ordine dei Giornalisti e Ministero di Giustizia e sul rapporto che poi vi è stato fra questo particolare Ministero Vigilante ed il vigilato.
La legge istitutiva dell’Ordine, detta anche legge Gonella, è del 3 febbraio 1963 e l’on. Guido Gonella fu componente della IV Commissione Giustizia della Camera dal primo luglio 1960 al 15 maggio 1963, quindi la legge istitutiva fu pubblicata quando l’on Gonella era ancora membro dell Commissione Giustizia.
Il fatto potrebbe perfino far sorgere il ragionevole dubbio che l’Ordine sia stato concepito come espressione del Ministero di Grazia e Giustizia.
Si noti che l’art 24 della legge istitutiva precisa che il Minitero di Giustizia esercita “l’alta vigilanza sui Consigli dell’Ordine”, anche se prevede in modo esplicito solo il commissariamento dei Consigli territoriali.
Si noti che il Disegno di legge n. 228 sopra riportato, se approvato (e non fu approvato), non avrebbe modificato questo articolo e non avrebbe previsto esplicitamente la possibilità del Ministero vigilante di commissariare il Consiglio Nazionale dell’Ordine.
Nel novembre del 1978 l’on Gonella era contemporaneamente Ministro di Grazia e Giustizia, “il vigilante”, e Presidente dell’Ordine Nazionale , ovvero “il vigilato”, anche se, secondo la legge istitutiva, non lo era in modo esplicito.
La lettura della “Rassegna dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti” del novembre del 1968 sembra mostrare un rapporto improprio fra Ministero di Giustizia ed Ordine dei Giornalisti, per il ruolo e per gli incarichi del padre della legge istitutiva, ovvero dell’on. Guido Gonella.
Quest’uomo, di grande valore, come si è detto, fu componente della IV Commissione Giustizia della Camera dal primo luglio 1960 al 15 maggio 1963. Quindi era membro di questa Commissione quando fu emanata la legge istitutiva il 3 febbraio 1963.
L’on Gonella fu eletto nel 1965 Presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, il primo, e rimase in questo incarico fino al 1971.
Il CNOG nominò subito dopo la sua costituzione nel 1965, una Commissione per la Riforma della legge istitutiva, che predispose un testo. Era presieduta dal vice Presidente dell’Ordine, il pubblicista e caro amico, il chiavarese Antonio Garbarino. L’on Gonella l trasformò questo testo in Disegno di legge.
L’on. Gonella fu Ministro di Grazia e Giustizia dal 24 giugno 1968 al 12 dicembre 1968.
A novembre del 1968 quindi, come anche risulta dalla “Rassegna dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti” del novembre del 1968, mentre era Presidente Nazionale dell’Ordine e contestualmente Ministro di Grazia e Giustizia, trasformò il testo della proposta di modifica della legge istitutiva della Commissione, presieduta dal pubblicista e Vice Presidente, Antonio Garbarino nel Disegno di legge n. 228.
L’on Gonella rimase nella posizione di “vigilante” e “vigilato” per diversi mesi.
Non vi è ragione di ritenere che questo rapporto anomalo fra Ordine e Ministero di Giustizia, esistente alla costituzione dell’Ordine e nei suoi primi anni di vita, sia continuato.
Lascio al lettore valutare se il compito del Ministero Vigilante sia quello di vigilare se l’Ordine rispetti o meno le leggi ed in particolare la legge istitutiva o se gli sia consentito di chiudere un occhio sul mancato rigoroso rispetto della legislazione primaria, sostituendosi di fatto ai poteri del Parlamento.
E’ difficile valutare se fosse stato questo originario rapporto improprio a far sì che il Ministero Vigilante non impedisse per anni che si potesse diventare professionisti senza effettuare necessariamente il praticantato nei modi previsti dalla legge istitutiva e desse spazio a discutibilissime interpretazioni della legge istitutiva.
In questi ultimi anni questi spazi vanno riducendosi.
Il Ministero Vigilante in questi ultimi tempi ha precisato all’Ordine – e con vigore – che il CNOG non ha il potere di modificare la legge primaria e non ha consentito l’introduzione, per esempio, del “foglio rosa” per i pubblicisti ed, in generale, modi, per diventare giornalisti professionisti e pubblicisti, difformi da quelli previsti dalla legge vigente.
Il Ministero Vigilante e l’Ordine oggi si stanno confrontando, ma è difficile pensare che il Ministero Vigilante possa riconoscere al CNOG poteri che non ha nè il CNOG, nè il Ministero Vigilante e che spettano solo al Parlamento.
Non è escluso quindi che l’adeguamento dell’Informazione al quadro normativo europeo faccia superare questo confronto e sia connesso perfino con la riforma della Giustizia in Italia.
Enrico Campagnoli
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