Ai membri dell’Intergruppo Parlamentare per la riforma del giornalismo,
la Federazione Italiana Giornalisti Pubblicisti Italiani (FNGPI), invia questa comunicazione ai membri dell’Intergruppo Parlamentare per la riforma del giornalismo costituitosi nel marzo scorso, per evidenziare l’opportunità di una riforma complessiva del settore e per dichiararsi disponibile ad un incontro per ogni contributo fosse ritenuto utile.
Questa lettera aperta è inviata, oltre che a Colleghe e Colleghi, anche a membri del Governo ed a Parlamentari interessati ad aggiornare ed adeguare le norme che regolino in Italia l’Informazione.
La FNGPI ha inviato al Governo il 31 ottobre 2023 una proposta di una riforma complessiva, di adeguamento del quadro normativo italiano dell’Informazione a quello europeo.
Oggi la normativa europea, la legge 4 del 2013 in Italia, le associazioni professionali ed un’Autorità competente, potrebbero adeguare il quadro normativo italiano a quello europeo ed agevolare l’accesso alla professione dei giovani e la libera circolazione dei giornalisti in Europa e soprattutto rappresentare in modo dinamico i mille diversi modi con i quali si può fare oggi informazione.
Se non fosse preferito dall’Intergruppo Parlamentare un incontro, si suggerisce comunque di voler prendere in considerazione la proposta inviata dalla FNGPI al Governo il 31 ottobre 2023 ed il ruolo previsto dalla legge istitutiva per l’‘Ordine e di non voler trascurare, al suo nascere, il peculiare rapporto dell’Ordine con il Ministero di Giustizia, ed, in tempi più recenti. il coinvolgimento, per legge, del Ministero di Giustizia, Ministero Vigilante dell’Ordine, in ruoli che suggeriscono un attento esame.
Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti (CNOG), ha presentato il 23 marzo scorso all’Intergruppo una proposta di riforma della legge n. 69 del 1963 istitutiva dell’Ordine, che non può esser ritenuta esclusiva e che apre un “cantiere” per la riforma complessiva dell’informazione.
L’Ordine infatti è un prestigioso Ente di diritto pubblico al quale la legge istitutiva e le successive modificazioni hanno attribuito funzioni di grande rilievo, ma non ha mai avuto rappresentatività unica dei giornalisti iscritti all’Albo, non solo perchè il Parlamento non ha approvato il Disegno di Legge 228 presentato dall’On. Gonella nel 1968, che gli avrebbe dato questa rappresentatività, ma anche perchè, molto più semplicemente, i membri del CNOG non sono eletti democraticamente fra gli iscritti all’Albo; infatti pur pagando tutti i giornalisti la stessa quota annuale, il voto di un giornalista pubblicista per l’elezione dei membri del CNOG vale mediamente un sesto del voto di un giornalista professionista.
Questa situazione di disparità è intollerabile e non ha analogo in altro Ordine od associazione democratica in Italia.
Lo scorso 22 giugno lo stesso Presidente Sergio Mattarella ha richiamato la responsabilità delle Istituzioni in modo che potrebbe riferirsi alla riforma del giornalismo: “Una responsabilità che è costante nel tempo e che comprende il compito di rimuovere gli ostacoli che si frappongono a una parità effettiva fra le persone e che non sempre si realizza.”
I giornalisti, specie i diversamente giovani, come il sottoscritto, che han fatto parte nel passato del CNOG, sono comunque affettivamente legatI a questo organismo.
Ciò non ostante una proposta di modifica oggi non può non guardare al futuro e non può non “rimuovere gli ostacoli che si frappongono a una parità effettiva fra le persone” e non essere compatibile oggi con il quadro normativo europeo.
Una riforma deve oggi essere per esempio compatibile con un diritto fondamentale, sancito dall’art. 11 della Dichiarazione Europea dei Diritti Fondamentali dell’Uomo, reso vincolante dalla firma da parte dell’Italia del Trattato di Lisbona: il diritto di ogni cittadino in Europa di ricevere e fare informazione “senza alcuna ingerenza di una pubblica autorità”, in particolare quindi senza alcuna possibile interferenza di un Ente di diritto pubblico, come l’Ordine.
Non a caso non esiste un altro Stato in Europa che abbia un Ordine dei Giornalisti.
All’Intergruppo Parlamentare per la riforma del giornalismo dunque questo difficile compito, assicurando ovviamente la disponibilità alla collaborazione della Federazione Nazionale Giornalisti Pubblicisti Italiani.
Enrico Campagnoli
Presidente FNGPI














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