Auguri, guardando al futuro della nostra professione e tesseramento FNGPI 2025 online.

Cara Collega, caro Collega,

            nella campagna di tesseramento del 2024 la FNGPI aveva  ribadito la sua proposta, presentata al Governo il 31 ottobre 2023, di adeguamento del quadro normativo italiano a quello europeo anche in relazione alla Raccomandazione EU 2021/153

Oggi, con gli auguri per le imminenti festività e con la campagna di tesseramento FNGPI 2025, a fronte di una normativa comunitaria, che diverrà legge nel nostro Paese dal prossimo agosto, della quale sembra proprio non si tenga  adeguatamente conto, non si può non rilevare che il futuro per la nostra professione è divenuto ancora più incerto.

Il punto 1 dell’art. 11 della Carta dei Diritti Fondamentali del’Unione Europea

obbliga a ripensare la figura del giornalista e la stessa esistenza dell’Ordine.

L’applicazione del punto 2 dell’art. 11 della Carta dei Diritti Fondamentali del’Unione Europea, con il Regolamento UE,  l “European Media Freedom Act”, comporta necessariamente l’applicazione del punto 1 dell’art. 11 della Carta dei Diritti Fondamentali del’Unione Europea, che prevede il diritto di ogni cittadino in Europa di quanto, nel testo inglese prevalente, è definito  come il diritto di “impart information“. La traduzione in italiano del testo prevalente di questo diritto fondamentale come “comunicare l’informazione” e non come “diffondere l’informazione” non salverà a lungo la possibilità di un qualsivoglia magistrato italiano di applicare il punto 1 dell’art. 11 della Carta dei Diritti Fondamentali del’Unione Europea. Il Regolamento UE, l’ “European Media Freedom Act”,  prossimamente  legge dello Stato, prevede come preliminare l’applicazione del punto 1, per l’applicazione del punto 2 dell’art. 11 della Carta dei Diritti Fondamentali del’Unione Europea.  Quella proposta della FNGPI del 31 ottobre 2023 era alternativa alla proposta di modifica della legge istitutiva approvata dal CNOG nel luglio 2023, presentata prima alla Camera e poi Senato ai primi di Ottobre del 2023. Non si ha notizia che la proposta del CNOG abbia proseguito l’iter parlamentare dopo la fine ottobre 2023.  Si ha notizia invece che è stata richiesto ed ottenuto dal CNOG lo spostamento di sei mesi delle elezioni dell’Ordine, che queste dovrebbero aver luogo nel marzo 2025, e che  il CNOG, il 12 dicembre scorso, ha chiesto una frettolosa modifica delle modalità di elezioni del prossimo Consiglio Nazionale e dei Consigli Regionali dell’Ordine. E’ seguita al proposito  la proposta di legge 2130 alla Camera da parte dell’ Intergruppo Parlamentare. Su questa proposta è stato richesto un nostro parere.  Oggi dopo due riunioni del nostro Consiglio Direttivo è stato elaborata una primissima bozza di un nostro possibile contributo che si intende sottoporre nel prossimo futuro alle osservazioni di chi oggi ci legge.

La nostra professione ha nel nostro Paese un futuro incerto  perchè è legato

1 – all’esito della legge 86/2024 sull’autonomia differenziata, 

2 – forse perfino alla stessa riforma della Giustizia ed

3 – alla difficoltà di Enti, tradizionalmente espressione  del giornalismo italiano, di  individuare  una prospettiva a medio periodo per la nostra professione.

1 – Esito della legge 86/2024 sull’autonomia differenziata.

Nel merito la Sentenza della Corte Costituzionale n. 192 del 3 dicembre 2024 è esplicita.  In caso di mancato referendum abrogativo o di sua mancata efficacia, le Regioni potranno, vigente la legge 86/2024, richiedere in caso di mancato rispetto della normativa europea da parte della normativa nazionale,  invocando il principio di sussidiarietà, la potestà legislativa per la nostra professione ed applicare la normativa europea.

2 – L’adeguamento del quadro normativo italiano a quello europeo

ha ragione d’essere contestuale con la riforma della Giustizia?

Dalla valutazione di quello che possiamo considerare l’atto di nascita dell’Ordine sembra esservi una qualque connessione tra Informazione e Giustizia. La lettura della Rassegna dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti – Anno III, n. 4, novembre 1968″  , della prefazione  dell’on. Guido Gonella, come Presidente dell’Ordine, del Disegno di legge n. 228 presentato dall’on. Guido Gonella, come Ministro di Grazia a Giustizia e della presentazione del testo del Disegno di Legge presentato dallo stesso Ministro di Grazia e Giustizia ( “Riforma dell’ordinamento della professione giornalistica”induce a qualche riflessione su un improprio collegamento alle origini tra Ordine dei Giornalisti e Ministero di Giustizia e sul rapporto che poi vi è stato fra questo particolare Ministero Vigilante ed il vigilato, l’Ordine.. La legge istitutiva dell’Ordine, detta anche legge Gonella, è del 3 febbraio 1963 e l’on. Guido Gonella fu componente della IV Commissione Giustizia della Camera dal primo luglio 1960 al 15 maggio 1963, quindi la legge istitutiva fu pubblicata quando l’on Gonella era ancora membro dell Commissione Giustizia.  Si noti anche che l’art 24 della legge istitutiva precisa che il Minitero di Giustizia esercita “l’alta vigilanza sui Consigli dell’Ordine”, anche se prevede in modo esplicito solo il commissariamento dei Consigli territoriali, non del Consiglio Nazionale dell’Ordine. Si noti che il Disegno di legge n. 228/1968, se approvato (e non fu approvato), non avrebbe modificato questo articolo e non avrebbe previsto esplicitamente la possibilità del Ministero vigilante di commissariare il Consiglio Nazionale dell’Ordine. Nel novembre del 1968 l’on Gonella era contemporaneamente Ministro di Grazia e Giustizia, “il vigilante”, e Presidente dell’Ordine Nazionale , ovvero presidente dell’Ente “vigilato”. La lettura della “Rassegna dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti” del novembre del 1968 sembra mostrare un rapporto improprio fra Ministero di Giustizia ed Ordine dei Giornalisti, per il ruolo e per gli incarichi del padre della legge istitutiva, ovvero dell’on. Guido Gonella, uomo di grande valore, che non solo fu componente della IV Commissione Giustizia della Camera dal primo luglio 1960 al 15 maggio 1963, quindi anche quando fu emanata la legge istitutiva, il 3 febbraio 1963, ma che fu anche contestualmente  Presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti e Ministro di Giustizia. Infatti fu eletto Presidente dell’OdG nel 1965  e continuò ad essere presidente dell’OdG fino al 1971. Lo era anche quando ricoperse la carica di Ministro della Giustizia dal 24 giugno 1968 al 12 dicembre 1968. Non vi è ragione di ritenere che questo rapporto anomalo fra Ordine e Ministero di Giustizia, esistente alla costituzione dell’Ordine e nei suoi primi anni di vita, sia continuato. Lascio al lettore valutare se il compito del Ministero Vigilante sia quello di vigilare se l’Ordine rispetti o meno le leggi ed in particolare la legge istitutiva o se gli sia consentito al CNOG di “interpretare” ( sostanzialmente modificandola) la legislazione primaria, sostituendosi di fatto ai poteri del Parlamento. E’ difficile valutare se sia stato questo originario rapporto improprio a far sì che il Ministero Vigilante non impedisse per anni che si potesse diventare professionisti senza effettuare necessariamente il praticantato nei modi previsti dalla legge istitutiva e desse spazio a discutibilissime interpretazioni della legge istitutiva. In questi ultimi anni questi spazi vanno riducendosi. Il Ministero Vigilante in questi ultimi tempi ha precisato all’Ordine con vigore che il CNOG non ha il potere di modificare la legge primaria e non ha consentito l’introduzione, per esempio, del “foglio rosa” per i pubblicisti ed, in generale, modi, per diventare giornalisti professionisti e pubblicisti, difformi da quelli previsti dalla legge vigente.  Il Ministero Vigilante e l’Ordine oggi si stanno confrontando, ma è difficile pensare che il Ministero Vigilante possa riconoscere al CNOG poteri che non ha nè il CNOG, nè il Ministero Vigilante stesso e che spettano solo al Parlamento.  Non è escluso quindi che l’adeguamento dell’Informazione al quadro normativo europeo sia di fatto contestuale con la riforma della Giustizia in Italia.

3 –  Difficoltà di Enti, tradizionalmente espressione del giornalismo italiano,

di individuare una prospettiva a medio periodo per la nostra professione.

La dura contesa apertasi in merito alla  Sentenza n. 202424/20 del TAR del Lazio, pubblicata il 13 ottobre scorso, la serafica convocazione dell’elezioni per l’Ordine nel prossimo marzo e la recente approvazione di una Codice Deontologica, che non sembra tener conto nemmeno delle leggi dello Stato, sono spie della difficoltà di  importanti Enti, tradizionalmente espressione dei giornalisti, d’individuare una propettiva per la nostra professione a medio periodo.

L’attività della FNGPI nel 2024 è stata intensa, come si può vedere sul nostro blog http://www.tribunastampa.org ed ha evidenziato sempre più il profilarsi di una situazione di incertezza. Contiamo  sul tuo supporto per contribuire fattivamente nel 2025 a trovare una prospettiva per i professionisti dell’informazione. 

Con i migliori auguri di Buon Natale e di un felice Anno Nuovo, i più cordiali saluti.

Enrico Campagnoli

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che rappresenta una figura femminile,
che con una penna doma un drago, simbolo della falsità e dell’ingiustizia.

Questa stampa è stata assunta dalla FNGPI come logo.