Parco Nazionale di Portofino: una sentenza del Consiglio di Stato forse porta fine all’incertezza del diritto.

Il Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale, con sentenza del 5 marzo 2026 , n. 0377/2026 , ha rigettato il ricorso della Regione Liguria contro l’Associazione Intternazionale “Amici del Momte di Portofino” ed altri “per l’annullamento del decreto del Ministro ell’ambiente n.331 del 10 ottobre 2023” e “di tutti gli atti presupposti”.portando -si spera-fine ad un’incertezza del diritto molto dannosa per il territorio.

La sentenza ordina alle “autorità amministrative”, quindi al Ministero, alla stessa Regione Liguria, ai Comuni etc di dare esecuzione a quanto deciso da detta sentenza.

Il rigetto è particolarmente preciso ed argomentato circa la salvaguardia dell’ecosistema in adesione agli obblighi internazionali e fa riferimento anche al recente Regolamento UE 2024/1991, oltre che alle sentenze della Corte Costituzionale, che hanno precisato che quando ci riferisce all’ambiente vi è di competenza esclusiva dello Stato.

La tesi per la quale l’intesa con la Regione fosse necessaria al fine di stabilire la perimetrazione provvisoria del Parco Nazionale è stata respinta.

La Regione potrà farsi portatrice anche delle istanze dei Comuni nella definizione definitiva della perimetrazione del Parco, tenuto conto però del fatto che gli interessi protetti si collocano ad un livello sovraregionale.

Anche se a giudicare dalle dichiarazioni di responsabili politici, apparse su organi di stampa dopo la pubblicazione della sentenza avvenuta il 13 maggio 2026, sembrerebbe che vi sia la volontà di non dare esecuzione a quanto stabilito dal Consiglio di Stato.

Poiché la Pubblica Amministrazione è obbligata ad eseguire questa sentenza passata in giudicato e non può nemmeno eluderla con atti formalmente diversi, ma sostanzialmente contrari, questa si espone in caso di inerzia o di aggiramento della sentenza, ad un possibile “giudizio di ottemperanza” da parte di soggetti aventi titolo, con il rischio che la Corte perfino nomini un “commissario ad acta” per evitare che nel permanere di una situazione di incertezza del diritto abbia luogo una trasformazione irreversibile del territorio.