Disagio dei pubblicisti

Verso un loro contributo alla modifica della legge istitutiva dell’OdG

Caro collega,
il disagio dei giornalisti pubblicisti ha portato a decidere nell’ultima riunione telematica della FNGPI di dare priorita’ ad un dibattito che porti ad un contributo dei giornalisti pubblicisti sulla riforma, sempre piu’ necessaria, della legge istitutiva dell’OdG ed ad un numero zero di Tribuna Stampa su questo specifico tema.
Lo stesso Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella ultima tradizionale riunione del Ventaglio, ha sottolineato l’urgenza della modifica della legge istitutiva.
A questo fine si e’ deciso una prima web conference prevalentemente su questo tema, venerdi’, 19 gennaio pv, alle ore 14.
Questo il link per partecipare al dibattito: https://global.gotomeeting.com/join/416604965
Per facilitare il dibattito tutti i colleghi pubblicisti sono anche invitati ad inviare le proprie opinioni a redazione@tribunastampa.eu per la pubblicazione dei loro contributi sul blog http://www.tribunastampa.org.
È già stato pubblicato un primo contributo, quello di Franz Foti, Consigliere Nazionale della FNSI, che si puo’ gia’ leggere sul blog.
Si è provveduto anche ad aprire su http://www.tribunastampa.eu/documenti/ una cartella con l’intendimento di mettere a disposizione una documentazione utile, anche in futuro, oltre che al dibattito, all’ elaborazione di un documento da proporre a tutti i colleghi pubblicisti.

Si anticipano nel frattempo qui alcuni altri testi:

1 – Un testo di Luigi Rosa, pubblicato nel dicembre 1968, su l’ “Ordine dei Giornalisti” dal titolo “Le norme costituzionali e l’Ordine dei Giornalisti”, che termina con una sorprendente presa di posizione, che per la sua attualita’ vi riporto integralmente:

Riteniamo però anche che i pubblicisti veri, benché non esercitino in modo continuato d’esclusivo l’attività giornalistica, sono tende ci giornalisti, che pertanto non può neppure concepirsi un Ordine dei giornalisti, del quali pubblicisti non facciano parte con tutti diritti e con piena dignità. Non va, d’altra parte, dimenticato che proprio la presenza nell’Ordine di giornalisti “non dipendenti” può essere una garanzia per la libertà della professione sia nei confronti del potere politico nei confronti del potere economico. in questo spirito, a nostro avviso, vanno almeno emendate quelle norme (ad esempio gli artt. 3.e 16) della legge vigente – norme ovviamente non democratiche, e quindi non costituzionali – tre diversi organi rappresentativi dell’ente professionale (Consigli regionali, interregionali e Consiglio nazionale) in tutti casi attribuiscono ai pubblicisti, che di fatto costituiscono la maggioranza degli iscritti nell’albo, soltanto un terzo dei posti.

Luigi Rosa

Il testo è interalmente scaricabile qui.

2 – Un articolo su Linkiesta su “Giornalisti: l’Ordine che nessuno riesce a cancellare”, ove si riportano tutte le iniziative, referendum compreso del 1997, intese a modicare od addirittura cancallare l’OdG. Il testo è scaricabile a questo link.

È curioso leggere quanto segue:

Nel 1997 Sergio Mattarella, dopo aver prestato il cognome alla precedente legge elettorale del 1993 (il Mattarellum, appunto) propose, insieme con altri deputati dell’Ulivo, la sostituzione dell’Ordine con un “Consiglio superiore dell’informazione”, che tutelasse l’autonomia professionale e il rispetto della deontologia

3 – Il testo di Franco Abruzzo “Ordini e Collegi rimangono in piedi, ma la riforma e’ tutta da costruire”. Il testo e’ scaricabile da http://www.odg.mi.it/node/31153

Mentre ti ricordo che su http://www.tribunastampa.eu continua il tesseramento online 2018 alla Federazione Nazionale Giornalisti Pubblicisti Italiani (FNGPI), ti porgo un cordiale saluto

Enrico Campagnoli

 

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