“Etruschi maestri artigiani”. Una mostra da non perdere

Camminare per i luoghi della Storia ha sempre un grande fascino. Se penso che solo alcuni anni fa l’immaginario collettivo, e alcuni sussidiari di scuola, guardava agli Etruschi come ad un popolo misterioso di cui non si conosceva troppo, trovarmi a Tarquinia e a Cerveteri, luoghi etruschi per eccellenza, mi porta a lontani ricordi. Sentieri polverosi verso necropoli non ancora organizzate per accogliere turisti.

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Oggi, Museo Cerite tra le mura medievali di Cerveteri, e Palazzo Vitelleschi di Tarquinia, raccolgono importanti reperti, organizzati in percorsi studiati, che con le necropoli poco distanti hanno ricevuto il pregevole riconoscimento internazionale UNESCO di Patrimonio dell’Umanità. Concordo con Edith Gabrielli, direttrice del Polo Museale del Lazio, quando afferma che, senza dimenticare il turismo internazionale, le migliori operazioni devono riguardare il turismo interno.

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Edith Gabrielli, direttrice del Polo Museale del Lazio

“Si sente spesso dire che l’obiettivo dei nostri musei e più in generale dei nostri beni culturali deve essere solo e soltanto il turismo internazionale, a seconda delle circostanze identificato con il pubblico cinese, l’americano, il giapponese e così via. Ora, il dato reale suggerisce esattamente il contrario”, afferma Gabrielli. “Il dato reale ci dice che il museo, i nostri beni culturali sono ben tutelati e ben gestiti quando vivono in armonia con i rispettivi contesti. Solo così i musei italiani, il paesaggio italiano, la cultura italiana possono fra l’altro acquisire la fisionomia di un potente attrattore per il turismo internazionale. Il caso Toscana insegna”.

Quando gli italiani, appropriandosi o riappropriandosi della propria cultura (e speriamo anche del proprio sapere) saranno partecipi fruitori del patrimonio italiano, allora il lavoro degli operatori sarà stato fatto bene. Grande attenzione ora per gli Etruschi in occasione del quindicesimo anniversario dell’assegnazione dell’egida UNESCO per Cerveteri e Tarquinia, festeggiato con l’importante lavoro di organizzazione della mostra bilocata “Etruschi maestri artigiani. Nuove prospettive da Cerveteri e Tarquinia” (fino al 31 ottobre). La scelta dei curatori Naso e Cardarelli è stata quella di valorizzare le esposizioni presenti aggiungendo alcuni prestiti importanti, così come la messa in risalto di lavori tornati in Italia dopo una lunga trattativa internazionale.

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Cratere di Eufronio

È il caso dello spettacolare cratere a calice di Euphronios, con la rappresentazione della morte di Sarpedonte, e della coppa dello stesso autore, esposte a Cerveteri, nel Museo Nazionale Archeologico Cerite. Euphronios era un ceramografo che seppe raggiungere una delle massime espressioni artistiche in manufatti realizzati nelle botteghe del VI-V secolo a.C., divenuto poi vasaio quando la vista non gli permetteva più di realizzare i suoi capolavori. Egli creò schemi innovativi con immagini piene di forza e drammaticità, con estrema attenzione per i particolari. Abilissimo disegnatore, dimostra un alto interesse per la figura umana e l’anatomia nei suoi disegni, ma anche un’eccelsa capacità di creare opere difficili come il cratere, dalle proporzioni armoniche ed eleganti. Egli utilizzava la nuova tecnica a figure rosse capace di soddisfare la clientela vasta e raffinata. Operante ad Atene in un periodo complesso conclusosi con il saccheggio della città da parte dei Persiani, Euphronios conduce anche un’importante attività di trasmissione della cultura greca: nel cratere ci lascia un’eccelsa testimonianza della guerra di Troia, ad esempio. Patroclo ha sconfitto in battaglia il principe licio Sarpedonte e lo ha spogliato dell’armatura, come scritto nell’Iliade. Il sangue sgorga da tre profonde ferite mortali e Hypnos, il Sonno, e Thanatos, la Morte, soggetti alati e pietosi, si stanno piegando sul corpo esanime per coglierlo e portarlo nella sua terra dove avrà solenni funerali, sotto l’occhio vigile di Hermes e di due guardie d’onore. Rinvenuto in una tomba a camera in località Greppe Sant’Angelo a Cerveteri, il cratere era arrivato al Metropolitan Museum di New York, che lo ha restituito nel 2008 perché provenuto da scavi clandestini e, dopo essere stato esposto a Roma, è stato deciso di riportarlo poco lontano dal luogo originario del ritrovamento.

Lo stesso per la coppa firmata da Euphronios e Onesimos, suo allievo, dipinta tra il 500 e il 490 a.C., rinvenuta nel santuario in località Sant’Antonio, restituita dal Paul Getty Museum di Malibu, acquistata sul mercato antiquario. Anche in questo caso, vengono raccontati episodi della guerra di Troia, con la morte di Priamo e del piccolo Astanatte, tra gli altri.

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I due esempi attirano di certo l’attenzione dei curiosi e degli studiosi, ma la grande quantità di bellissimi oggetti racchiusi nei due musei si può solo vedere per capire l’altissimo livello culturale degli Etruschi. Collane, fibule in oro, la statua di Caronte, le anfore, i buccheri, le lastre dipinte, i coperchi di urne fittili. A Tarquinia, l’elmo crestato in bronzo dalla tomba di Arcatelle, fatto riprodurre da un esperto in 84 ore di lavorazione a mano per trasmettere al fruitore della mostra, grazie al video realizzato durante l’opera, la complessità dell’attività e, quindi, le conoscenze tecniche dei nostri antenati. Siamo nell’850 a.C. circa e i centri proto urbani dell’Etruria meridionale sono i primi a sviluppare una produzione sistematica di elmi metallici in Italia, destinati a simbolo di potere, perché poco adatti alla battaglia in questo caso. Le lavorazioni a sbalzo, la cresta e altre particolarità renderanno l’elmo molto diffuso, trasmettendo nel contempo l’elevata arte dei forgiatori. La mostra “Etruschi maestri artigiani” aperta fino al prossimo 31 ottobre, consente quindi un’analisi attenta di una particolarità etrusca, in modo da condurre il visitatore ad apprezzare le opere esposte oltre al loro valore iconico.

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Nel prossimo settembre verranno anche aperti i nuovi percorsi di visita delle necropoli, fatto che permetterà di avere una visione ampia e completa del substrato culturale dal quale gli oggetti sono stati tratti per preservarli e renderli visibili. La mostra è inserita nel progetto “Artcity Estate 2019”, ricco programma di eventi per avvicinare le persone alla Storia e fare diventare la Storia parte del presente.

Alessia Biasiolo


INFO:

“Etruschi maestri artigiani. Nuove prospettive da Cerveteri e Tarquinia”
Museo Nazionale Archeologico Cerite e Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia
fino al 31 ottobre 2019
Da martedì a domenica dalle 8.30 alle 19.30.
Biglietto: 6,00 euro intero / 2,00 euro ridotto. Possibilità di biglietto cumulativo.

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