Le Grotte di Catullo di Sirmione

Tra i siti più visitati della Regione Lombardia, troviamo la splendida Sirmione, perla del lago di Garda, e non la sola. Situata in un ambiente unico, la penisola nelle acque del Benaco, Sirmione vanta una storia lunga e interessante, a partire dal castello lacustre meglio conservato, il Castello Scaligero, arricchito da una tenera e tragica leggenda.

Castello

Castello Scaligero di Sirmione: particolare

Di sicuro riconosciuto come simbolo della cittadina, sosta di migliaia di turisti in ogni mese dell’anno e, se si vuole un consiglio, in questi tiepidi mesi invernali, quando il volume di traffico è ancora accettabile e i parcheggi (ampi) sono sufficientemente liberi da meritare una gita.

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Castello Scaligero di Sirmione: darsena

Intorno alla metà di febbraio, poi, è molto romantico passeggiare mano nella mano per le strette viuzze che transitano davanti al castello per le vie dello shopping, oppure per la passeggiata a lago, a vedere da vicino la Fonte Bojola dalla quale sgorga acqua a 69 gradi naturali, dopo un percorso ventennale dal Monte Baldo fino a molti metri sotto il livello del lago, per poi risalire arricchita di sali minerali che alimentano le rinomate terme. Sempre passeggiando per la penisola del Garda, si arriva davanti alla casa che fu abitata da Maria Callas e dal marito Meneghini; alle Terme Catullo che riapriranno in primavera; alla Spa Aquaria e ancora avanti, fino al sito archeologico tra i più belli d’Europa, le famose Grotte di Catullo. Sirmione accontenta tutti, i romantici e gli studiosi, i bisognosi di silenzio e di natura (capita di vedere per le strade scoiattoli dalla lunga coda folta), i bambini che, se non vogliono camminare, possono raggiungere lo storico sito in trenino. A Sirmione, infatti, l’accesso alle automobili è rigorosamente riservato. Quindi, giunti all’estremità della penisola di Sirmione, dove l’acqua del lago cristallina incontra il cielo e le opere dell’uomo, troviamo i resti di un’immensa villa romana, chiamata Grotte perché alla fine del Quattrocento le strutture antiche come quelle di origine romana venivano chiamate così, dai molti locali che erano sotterranei. Sembra che Caio Valerio Catullo, celeberrimo poeta romano, abbia vissuto lì, dai versi del poeta di origine veronese morto nel 54 a.C. Nel suo carme XXXI, il poeta latino celebrava Sirmione gioiello tra tutte le isole e le penisole di mari e di laghi.

Con quale gioia e felicità ti rivedo
Sirmione, gioiello delle penisole e delle isole,
fra tutte quelle che il duplice Nettuno accoglie nei
chiari laghi e nei vasti mari!
A stento credo di aver lasciato la Tinia
e le terre bitinie e di rivederti fuori da ogni pericolo.
… Salve, o bella Sirmione, gioisci del tuo signore;
e gioite voi, o Lidie onde del lago:
risuonate, risate tutte della casa.

Non sembra che la villa gli appartenesse, da quello che risulta dagli studi più recenti, tuttavia la tradizione le attribuisce il suo nome. Divenuta di proprietà pubblica, si sono susseguite le indagini archeologiche per scoprire di più di un complesso che, per quanto sia stato defraudato di pezzi per riuso nel corso dei secoli, mantiene fascino e patrimonio storico incontestabili. Le indagini più recenti datano la villa in periodo augusteo, tra la fine del I secolo a.C. e gli inizi del I secolo d.C.; pare sia stata abbandonata tra il III e il IV secolo d.C.

Grotte di Catullo-interno

Grotte di Catullo: scorcio d’interno

La villa attualmente copre un’area di circa due ettari, con pianta rettangolare e due avancorpi sui lati brevi. Si sviluppa su tre piani: l’inferiore è stato realizzato sbancando il sottosuolo roccioso, poi rinforzato con possenti strutture che si potevano percorrere come fossero dei porticati. In alcune zone ci sono tracce di edifici precedenti alla villa stessa. Il criptoportico, ottenuto anch’esso sbancando la roccia, è ancora intuibile per la parte centrale formata da archi di mattoni e pietra calcarea su cui poggiava una doppia volta a botte che serviva a sorreggere la passeggiata porticata. La roccia che veniva sbancata permetteva di ottenere le lapidi necessarie alla costruzione dei muri della villa. Ampie le terme, culto degli antichi romani, costruite verso la fine del primo secolo dopo Cristo. Visibili i resti della piscina e dell’ipocausto, cioè del pavimento sorretto da pilastrini di cotto che permettevano il passaggio di aria calda. Altro criptoportico detto degli stucchi consisteva in un passaggio di servizio, forse per trasportare il combustibile per alimentare la caldaia. La grande cisterna è uno spazio di 47 metri di lunghezza, sotterraneo, ricoperto da una pavimentazione che divideva gli ambienti da un grande peristilio, il grande cortile circondato da portici, oggi non più visibili. Al suo posto è invece visitabile il grande uliveto storico comprendente circa 1500 piante: in quello che al tempo era il giardino, sicuramente c’erano statue e fontane.

Grotte di Catullo 3

Grotte di Catullo: ulivi storici

Tra le statue, certamente del sito è la testa in marmo di Dioscuro, ora nel museo delle Grotte. Si arriva poi all’Aula dei giganti, uno dei più bei punti panoramici, probabilmente la sala di rappresentanza. Da qui si possono vedere le costruzioni della villa, alte fino a dodici metri, il lungo corridoio su cui si affacciavano 15 cubicula, o stanze, forse usate come camere da letto. Nella zona della grotta del cavallo c’erano le botteghe, termine ottocentesco per indicare le strutture di sostegno disposte in fila, con volta. Resta poi un muro, detto il grande pilone, oltre a numerosi resti di affreschi. Il museo realizzato nel complesso e aperto dal 1999, contiene molti reperti recuperati durante i lavori di scavo e una serie di bei reperti medievali, ritrovati nel 2005 nella zona.

Grotte di Catullo 4-botteghe e criptoportico

Grotte di Catullo interno: particolare del criptoportico con le botteghe

Gli orari di apertura delle Grotte di Catullo cambiano a seconda della stagione. Gli orari invernali, fino all’ultimo sabato di marzo, sono per l’area archeologica: dalle 8.30 alle 17.00 nei feriali e dalle 8.30 alle 14 nei festivi; martedì chiuso. Il Museo archeologico è aperto nei giorni feriali dalle 8.30 alle 19.30 e nei giorni festivi dalle 8.30 alle 14; martedì chiuso.

Per ogni altra informazione, www.grottedicatullo.beniculturali.it

Alessia Biasiolo

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