GDPR: il 22 maggio il Garante della Privacy ha dato parere favorevole, a maggioranza e condizionato, allo schema di Decreto Legislativo che avrebbe dovuto adeguare la normativa italiana al Regolamento Europeo entrato in vigore il 25 maggio in tutta Europa. Senza Decreto Legislativo di adeguamento vi è una pericolosa incertezza normativa.

 

Nella riunione del 22 maggio ( vedasi registro dei provvedimenti n. 312 del 22 maggio 2018), in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, della dott.ssa Augusta Iannini, vice presidente, della dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti e del dott. Giuseppe Busia, segretario generale, il Garante per la protezione dei dati personali, ha preso in esame lo schema di decreto legislativo recante disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento Europeo, al GDPR che è entrato in vigore il 25 maggio in tutta Europa. 

Cliccando qui si legge integralmente il “Parere sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679 – 22 maggio 2018″, emesso il 22 maggio.

Il Parere espresso è stato favorevole, a maggioranza e con delle condizioni, di cui una tocca l’articolo che riguarda espressamente i giornalisti.

Vi è da notare che mentre lo schema abroga gran parte degli articoli della legge 196 del 2003, sostituisce invece il principale articolo che  riguarda i giornalisti.

Si riportano qui sotto, per comodità, alcuni stralci del Parere del 22 maggio:

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PREMESSO

La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha chiesto il parere del Garante su uno schema di decreto legislativo recante disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (Regolamento generale sulla protezione dei dati), approvato dal Consiglio dei Ministri nella riunione del 21 marzo 2018.

Il provvedimento è redatto nell’esercizio della delega conferita al Governo dagli articoli 1 e 13 della legge 25 ottobre 2017, n. 163, recante “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea (Legge di delegazione europea 2016/2017)” ed è finalizzato ad adeguare il quadro normativo nazionale alle disposizioni del predetto Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio (di seguito “Regolamento”).

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All’esito delle verifiche effettuate –riporta ancora la relazione – è risultato che la massima parte delle disposizioni del Codice sia da abrogare espressamente in quanto incompatibili con quelle recate dal Regolamento che, com’è noto, sono per la maggior parte direttamente applicabili e costituiranno per il futuro il “regime primario interno” in materia di protezione dei dati personali.

Altra e minore parte delle previsioni codicistiche nazionali è stata modificata (in alcuni casi anche in modo rilevante), in relazione a disposizioni del Regolamento non direttamente applicabili e che lasciavano spazi all’intervento del legislatore nazionale degli Stati membri.

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OSSERVA

Al fine di rendere il decreto pienamente conforme ai principi e alle disposizioni del Regolamento, perfezionandolo in alcuni punti anche sotto il profilo formale, si rappresenta di seguito l’opportunità di alcune modifiche e integrazioni .

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2.11. Regole deontologiche relative ad attività giornalistiche

Con riferimento a quanto previsto per il codice deontologico dell’attività giornalistica dall’art. 139, comma 2, è opportuno chiarire meglio che la norma è destinata ad avere effetti anche oltre il periodo transitorio, sopprimendo le parole da: “Nel periodo compreso”, fino a: “successivamente”, conseguentemente collocando la disposizione all’ultimo comma dell’articolo.

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TUTTO CIÒ PREMESSO, IL GARANTE

esprime, a maggioranza, parere favorevole sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (Regolamento generale sulla protezione dei dati) con le condizioni di cui al paragrafo 1 e ai sotto-paragrafi 2.1.1, 2.1.2, 2.2., 2.5 e 2.6, nonché con le osservazioni di cui ai restanti punti.”

La mancata emissione del Decreto  Legislativa  prima dell’entrata in vigore del GDPR non sembra abbia creato un vuoto normativo, perchè il GDPR è pienamente in vigore dal 25 maggio, ma una pericolosa  incertezza normativa, che ci si augura possa essere superata nei tempi più brevi anche nell’incertezza del quadro politico, con il minor danno possibile per i  cittadini, e per i giornalisti in particolare, anche grazie ad un’azione del Garante che tenga conto di questa anomala situazione.

Il Convegno del 23 Giugno alla Società Economica di Chiavari su: “Privacy giornalisti a rischio senza dereto?” sarà l’occasione di fare il punto sulla situazione.

 

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