Una riflessione sulla fine del monopolio RAI e sulla nascita dei social media, su un momento di svolta del mondo dell’informazione e della comunicazione, a tutela di libertà garantite dalla Costituzione a tutti i cittadini .

Alla vigilia di un probabile riassetto del quadro normativo dell’informazione e della comunicazione nel nostro Paese è opportuno un momento di riflessione sulla trasformazione di questo mondo dal 1963, ovvero dalla data della legge istitutiva dell’Ordine, ad oggi.

La fine del monopolio della RAI con la sentenza della Corte Costituzionale  n. 225 del 9 luglio 1974 può esser considerato uno dei momenti più significativi.

Certo con la fine del monopolio RAI da una netta prevalenza della carta stampata, l’informazione e la comunicazione  è divenuta via via sempre più connessa con l’informazione delle radio e delle televisioni private, ma forse è sfuggito che contestualmente a seguito del riconoscimento con la stessa sentenza della legittimità costituzionale del diritto di ogni persona di usare della radio come mezzo di espressione e comunicazione, ovvero di quello che potrebbe essere considerato il primo social media della storia, ha dato il via ad un fenomeno nuovo, ad una diretta partecipazione dei cittadini che  assume ogni giorno maggior rilievo.

La cosiddetta  Citizen’s Band, un fenomeno forse sottovalutato, che ha visto negli anni 70, secondo il Ministro delle Poste di allora, Remo Gaspari, coinvolgere tre milioni di utenti nel nostro Paese, era una sorta di social media ante litteram che coinvolgeva negli Stati Uniti  quindici milioni di persone.

Con la diffusione negli Stati Uniti nel 1977 dei personal computer  e la possibilità di usare i “CB channel simulators”, grazie a Compuserve, per stabilire chat digitali, il fenomeno CB si ridimensionò, ma diede il via ai social media digitali, che oggi sono sempre più in modo preponderante parte del mondo dell’informazione e della comunicazione. 

My beautiful picture

Il 29 gennaio 2019 a Varese si sono svolti i funerali di stato del Ministro Giuseppe Zamberletti. Sono stati l’occasione per ricordare la sua figura non solo come padre della Protezione Civile dalla seconda metà degli anni settanta, ma anche per aver sostenuto sin dal 1971 il movimento per l’utilizzazione dell’uso della radio come mezzo individuale di espressione e comunicazione. 

L’on. Zamberletti, il CB Zorro,  ha infatti presentato nel 1971 di concerto con il movimento di liberalizzazione, la prima proposta di legge  per sostenere il diritto all’uso della radio come mezzo individuale di espressione e comunicazione; la proposta non fu approvata, ma con tale atto egli  ha contribuito in modo sostanziale a determinare il successo di un movimento che ha portato con la Sentenza della Corte Costituzionale n. 225 del 9 luglio 1974 alla fine del monopolio della RAI ed al conseguente mutamento dell’informazione e della comunicazione nel nostro Paese, alla nascita del primo social media, via radio, alla CB, alle radio ed alle televisioni libere, proprio grazie a quella sentenza della Consulta ed a quella  successiva  n.1 del 1976, dove la Corte Costituzionale ha dato fine a moltissime cause che incriminavano penalmente centinaia di CB.

Zorro alias Zamberletti, oltre a Handicap, alias Cossiga, a Mister X, alias Aniasi, e molti altri, hanno  sostenuto la FIR-CB per la liberalizzare l’uso della radio come mezzo individuale di espressione e comunicazione, ed hanno contribuito a metter in moto una radicale trasformazione dell’informazione nel Paese.

Tribuna Stampa, il “Periodico nazionale d’informazione dei giornalisti pubblicisti” fu sin da allora molto attenta al diritto del singolo cittadino d’essere soggetto di espressione e comunicazione con ogni mezzo, non certo solo per comunicazioni occasionali.

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La necessaria tutela di un’informazione qualificata e professionale è stata delineata nelle idee portate all’attenzione  del Sen. Crimi, nell’incontro del 18 settembre 2018 da parte di una delegazione della FNGPI, di cui Tribuna Stampa 2.0 è espressione, senza in alcun modo menomare diritti  garantiti dalla Costituzione a tutti i cittadini .

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