500 anni di Cosimo de’ Medici

Quest’anno non soltanto si ricordano i cinquecento anni di Leonardo, ma cade il cinquecentesimo anniversario della nascita di Cosimo I de’ Medici, nato a Firenze il 12 giugno 1519, duca della capitale toscana dal 1537 al 1569 e, da quell’anno, primo granduca di Toscana fino al 1574, data della morte. Discendente di Lorenzo de’ Medici e figlio di Giovanni detto delle Bande Nere, condottiero autoritario e deciso, si adoperò per costruire fortificazioni non soltanto utili militarmente, ma simbolo della sua capacità organizzativa e militare, anche disobbediente all’imperatore. Signore anche dell’Isola d’Elba, promosse a Portoferraio consolidamenti protezionistici delle coste toscane ed elbane, soprattutto dalle scorrerie dei pirati, per proteggere ed incrementare i traffici sul Mediterraneo. Erano anni di ammirazione dell’armonia e costruire città ideali era l’obiettivo di molti nobili o signori: nemmeno Cosimo restò immune dalla tendenza e ideò per l’Elba Cosmopoli, cercando di occupare un forte in posizione dominante sul porto per poi costruire la fortificazione sulle rovine di Fabricia di epoca romana e di Ferraja di epoca medievale.

Ottenuto il permesso di Carlo V che lo incaricò anche della difesa dell’Elba, nel 1548 Cosimo inviò sull’isola una schiera di persone, sia militari a protezione che costruttori, capitanati da architetti ed esperti militari, per iniziare i lavori di quella che si chiamerà appunto, per un periodo, Cosmopoli, la città del kosmos, equilibrio tra razionalità e sentimento. Nacquero Forte Stella, Torre Linguella, Forte Falcone e una possente cinta muraria che racchiudeva la città in un unico blocco difensivo impenetrabile. Il porto, un tempo chiuso, venne ferrato da una catena di ferro. La strategia costruttiva teneva conto della conformazione del terreno e dell’urbanistica progettata di concerto, con la costruzione di numerose cisterne per raccogliere l’acqua in modo da poter resistere anche ad assedi. Infatti, nel 1553 il pirata Dragut mise l’Elba a ferro e fuoco, ma Cosmopoli resistette e divenne luogo sicuro per la popolazione che vi si trasferì dalle colline metallifere, anche se chiamava la città Portoferraio, nome che poi rimase. Molti abitanti arrivarono anche dalla Toscana, dalla Sicilia, dalla Grecia. Nel 1559 a Portoferraio venne edificata la biscotteria dove venivano preparate le gallette che sostituivano il pane per i marinai imbarcati e per i militari della guarnigione, antesignana della galletta del rancio militare adottata più avanti. Nel 1575 venne anche edificato l’arsenale navale, dove venivano allestite le navi da guerra del Granducato di Toscana, le galere chiamate galeazze.

Cosimo_de’_MediciCosimo I fondò nel 1561 anche l’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, a imitazione dell’Ordine di Malta, cavalieri a difesa dell’Elba dalle incursioni dei pirati e degli ottomani che mettevano a dura prova le coste e i loro abitanti. La prima sede dei Cavalieri dell’Ordine fu la Caserma De Laugier, a Cosmopoli; poi venne trasferita a Pisa, dove lo stesso Cosimo I fece costruire la chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri.

I cavalieri svolsero un’intensa attività marittima per circa due secoli, con una flotta apposita.

 

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Per la visita di Portoferraio, in occasione dell’importante anniversario, è prevista una “Cosmopoli Card”, ticket d’ingresso unico per le strutture del centro storico sotto la gestione della Società Cosimo de’ Medici. Con la Card si possono visitare le fortezze medicee, Forte Falcone, il Teatro dei Vigilanti, l’area archeologica della Linguella, la villa romana delle Grotte, la Pinacoteca Foresiana e la mostra multimediale “L’Esilio dell’Aquila” (biglietti: 14 euro intero; 12 euro ridotto; 10 euro famiglia di minimo 3 persone o gruppi).

Al porto del capoluogo dell’Isola d’Elba è possibile salire su un trenino che permette, con registrazione guida, di vedere le principali attrattive del centro storico comodamente trasportati per una mezzoretta (costo 5 euro).

Malgrado i 500 anni di Cosimo, non si può tuttavia andare a Portoferraio senza ripensare alla vicenda di Napoleone Bonaparte che ebbe qui, esule, il suo regno. Gli si può sempre dedicare la visita dei suoi luoghi, ma anche un tuffo nello spettacolare mare elbano.

Alessia Biasiolo

 

 

 

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