La FNGPI incontra il Sottosegretario, sen. Giuseppe Moles. Tutti siamo invitati a considerare se il PNRR possa offrire la possibilità di uscire dalla crisi dell’informazione.

All’incontro la delegazione della FNGPI era costituita, fra gli altri, dal segretario, Antonello Bianchi, dal direttore editoriale di Tribuna Stampa 2.0, Giandomenico Pozzi, e dal presidente, Enrico Campagnoli.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è lo strumento che potrebbe consentire al nostro Paese di riprendersi dopo questa pesantissima crisi dovuta al COVID ed in particolare di farci uscire dalla crisi dell’informazione?

Tutti noi, dopo questo incontro del 22 giugno 2021 con il Sottosegretario di Stato per l’Informazione e l’Editoria, Sen. Giuseppe Moles, siamo invitati a considerare questa possibilità ed a proporre delle idee al proposito.

La crisi dovuta al COVID si è innestata in Italia su delle preesistenti gravi situazioni; la caduta verticale della vendita dei giornali e la conseguente crisi dell’editoria e dell’informazione, dovuta anche ad un quadro normativo obsoleto, era ben antecedente all’epidemia.

Questa crisi è stata affrontata in passato con dei pannicelli caldi, con degli aiuti economici, peraltro modesti, agli editori per contenere livelli occupazionali, quando non era possibile scaricare con prepensionamenti a carico dell’INPGI la necessaria riduzione del personale.

Il PNRR può cambiare le cose?

E’ mancata forse in passato una visione a medio e lungo periodo, che oggi forse una parte, anche piccola, dei 29.89 Mld, previsti dal PNRR per la Transizione 4.0 nell’ambito della “digitalizzazione, innovazione e competitività nel sistema produttivo” (M1C2), potrebbe consentire, visto che nel PNRR è precisato esplicitamente che nei finanziamenti per la Transizione 4.0 sono “incluse le imprese della filiera editoriale” (vedasi PNRR pag. 98) .

È vero che, come il Sottosegretario ha ribadito nell’incontro, anche senza l’inserimento di questa precisazione da lui ottenuta nel PNRR, già il testo comprendeva anche le imprese della filiera editoriale.

Tuttavia non vi è dubbio che lo specifico inserimento di questa precisazione abbia costituito un’esplicita espressione di volontà da parte del governo Draghi di ricercare nell’ambito della “recovery post COVID” una soluzione strategica anche alla crisi dell’informazione e dell’editoria grazie ai finanziamenti europei alla Transizione 4.0.

All’apertura della riunione il Sottosegretario ha sottolineato la sua volontà di dare ascolto a tutti gli attori del mondo dell’informazione.

La delegazione della FNGPI, dopo aver anticipato il nuovo numero di Tribuna Stampa 2.0, ha richiamato l’attenzione del sen. Moles sull’esigenza e sull’urgenza di una nuova legge per per il settore per svariati motivi, presentando un breve sintetico documento al proposito.

Il Sottosegretario, sen. Giuseppe Moles, ha richiesto i documenti presentati dalla FNGPI nel 2018 al suo predecessore, Sen. Vito Crimi, 1, e nel 2019 agli Stati Generali dell’Informazione, 2,3,4, che gli sono stati immediatamente trasmessi, e si è dichiarato aperto a considerare i suggerimenti che gli possono pervenire da tutti i soggetti interessati, anche dalla FNGPI.

Un nuovo quadro normativo dinamico dell’informazione in Italia, che promuova un analogo quadro informativo in Europa e che ponga le professioni dell’informazione nell’ambito di regolamentazioni nazionali attuative della Direttiva Europea 2005/36/CE, sarebbe capace di far riconoscere e regolamentare, oltre a quelle tradizionali, le molteplici nuove professioni dell’informazione oggi in essere ed anche quelle che via via si andassero a delineare?

Una tale iniziativa avrebbe un forte valore propositivo in Europa di analoghe iniziative, che, promuovendo una comune digitalizzazione ed una comune innovazione nel modo di fare informazione, potrebbe portare ad una tessera comune europea per i giornalisti e per i vari operatori dell’informazione e contribuire a costruire dal basso l’Europa che vogliamo?

Nuove professioni dell’informazione, digitali ed innovative, riconosciute e regolamentate, se finanziate come start-up di giovani, potrebbero in Italia far accedere al settore un numero considerevole di giovani, riducendo l’impressionante percentuale di giovani NEET (Not engaged in Education, Employment or Training) e farli accedere ad un’informazione nuova, aperta, giovane, vivace, indipendente e, se necessario, critica, capace di combattere gli abusi e l’illegalità, di ridurre, per esempio, la possibilità per la mafia bianca e tradizionale di metter le mani sui finanziamenti del PNRR, ma soprattutto di farli essere protagonisti ed artefici del loro futuro, cogliendo un obiettivo fondamentale della NextGenerationEU?

Ci possono essere mille risposte e mille altre idee.

La FNGPI ha deciso di dar seguito all’incontro del 22 giugno 2022 con il Sottosegretario di Stato all’Informazione ed all’Editoria, sen. Giuseppe Moles, di dar voce ai colleghi promuovendo una conferenza aperta a quanti siano interessati a considerare se e come il PNRR possa offrire la possibilità di uscire dalla crisi dell’informazione.

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