Il volontariato di Protezione Civile alza la testa: no alla costituzione di 60.000 “assistenti civici”.

Cara Collega, caro Collega,

                                              il volontariato di Protezione Civile, che in questi mesi ha lavorato in silenzio con impegno ed  abnegazione, ha alzato la testa in rappresentanza di quasi un milioni di volontari e, per la prima volta da anni , il Comitato Nazionale del Volontariato di Protezione Civile, che istituzionalmente rappresenta tutti i volontari di Protezione Civile del Paese,  istituito con il DPCM dell’11 luglio 2019 , visto lo schema di Ordinanza di Protezione Civile che intenderebbe istituire 60.000 ” assistenti civici”, ha preso posizione con un Comunicato Stampa: una “Nota” contro  la costituzione  di una figura, non dotata di adeguata preparazione,  non prevista dal Decreto Legislativo n. 1  del 2018 Codice della Protezione Civile, che verrebbe dotata del logo della Protezione Civile  e di  un ruolo che molti ritengono  non essere proprio dell’attività di Protezione Civile.

L’iniziativa non è irrilevante e  si colloca in  un quadro normativo incerto e che potrebbe divenire preoccupante, che merita da parte di noi, Pubblicisti, la massima attenzione. e diffusione.

Nella Costituzionale non c’è diritto speciale per tempi eccezionali”

Ad una sostanziale impreparazione sanitaria ad affrontare l’epidemia si è aggiunta una carenza normativa. Per precisa scelta dei costituenti, la Costituzione, per evitare che potesse avvenire quanto era successo in Germania nella Repubblica di Weimar con l’art. 48 della loro Costituzione, che, con uso strumentale della situazione di emergenza, aveva posto fine alla democrazia, non hanno inserito nella Costituzione Italiana la possibilità di un diritto speciale per tempi eccezionali.

Il Presidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia, intervenendo il 28 aprile 2020, nel rituale incontro con la stampa alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, è stata esplicita al riguardo. Si può leggere al proposito la sintesi del suo intervento sul sito della Corte Costituzionale: https://www.cortecostituzionale.it/documenti/relazione_cartabia/2_sintesi.pdf

od ascoltare il suo intero intervento su Radio Radicale:

https://www.radioradicale.it/scheda/604406/relazione-annuale-della-corte-costituzionale-sullattivita-2019?i=4117533

Sabino Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale, aveva rilasciato il 14 aprile scorso al Dubbio una intervista con valutazioni molto severe sulla legittimità dei pieni poteri al Governo in caso di pandemia: https://www.ildubbio.news/2020/04/14/cassese-la-pandemia-non-e-una-guerra-pieni-poteri-al-governo-sono-illegittimi/

Sul tema ci sono ovviamente una molteplicità di diversi pareri, anche con riferimento al fatto che la normativa europea ed internazionale possa supplire:

https://www.ilpost.it/carloblengino/2020/03/19/emergenze-e-diritti-fondamentali/

Il virus, l’eccezionalità della situazione, l’impreparazione della struttura sanitaria ed un quadro normativo non previsto dalla Costituzione, hanno paralizzato il Paese, hanno determinato perfino una sorta di sospensione delle funzioni del Parlamento ed hanno hanno fulminato l’iter  per la riforma dell’informazione, speriamo che non fulmini anche una Protezione Civile efficiente..

Enrico Campagnoli

Questo il Comunicato Stampa

del

Comitato Nazionale del Volontariato di Protezione Civile 

a firma del  Presidente,

Cav. Patrizio Losi.

“Leggiamo – si legge nel Comunicato Stampa – con profonda preoccupazione le notizie relative al bando per sessantamila assistenti civici a sostegno dei Sindaci nella delicata Fase 2 di questa emergenza che, lo ricordiamo, dal 30 gennaio scorso ha visto impegnati in tutta Italia centinaia di migliaia di volontari di protezione civile i quali hanno prestato un milione circa di giornate/uomo di servizi per assistere in tutti i Comuni italiani chi ne aveva bisogno.

Il volontariato di protezione civile ha rappresentato dal momento dell’istituzione del Servizio Nazionale fino ad oggi un fiore all’occhiello per il nostro Paese, unico al mondo ad aver saputo coinvolgere le competenze e le qualità del volontariato in un sistema organizzato e integrato che in ogni occasione ha dimostrato con generosità una straordinaria efficacia di intervento. Un provvedimento come quello in oggetto rischia di ledere in maniera irrimediabile tutti coloro che a questo mondo si sono dedicati, introducendo il principio pericoloso che si possa essere volontari senza avere alcuna preparazione per farlo. I nostri volontari e volontarie che operano ogni giorni al fianco delle Istituzioni mettono al servizio del sistema oltre che il proprio tempo un impegno costante nella formazione e nell’addestramento, nell’elaborazione di metodologie operative sempre più efficaci, nello studio e nella pianificazione. Tutto ciò è possibile grazie all’impegno delle tante organizzazioni nazionali e locali che con un quotidiano lavoro nella società si fanno elemento attivo di partecipazione dei cittadini alla vita comunitaria del Paese, mettendo, attraverso l’impegno dei propri volontari e iscritti, i propri saperi e il proprio know-how al servizio del bene comune.

Tali principi sono ovviamente messi in discussione da un provvedimento che affida compiti delicatissimi a sessantamila cittadini reclutati in maniera estemporanea, che non possono avere l’adeguata preparazione per sostenere i sindaci né nel delicato compito di garantire il distanziamento sociale nei luoghi di assembramento pubblico, prerogativa delle forze dell’ordine a partire dalla polizia locale. Attività alla quale il volontariato di protezione civile è in grado di contribuire ma solo limitatamente alla funzione che gli è propria di informazione rivolta ai cittadini, e che rischia, al contrario, di esporre persone impreparate e cittadini a situazioni complesse anche dal punto di vista della sicurezza, aspetto che non può mai essere gestito da volontari.

Ma ancor di più gli assistenti civici non potranno essere di sostegno ai Comuni nemmeno per assicurare informazioni adeguate sui comportamenti da adottare, specie nei luoghi aperti al pubblico, e prestare assistenza a coloro che, esposti a particolari condizioni di fragilità, ne hanno bisogno. Queste attività sono quelle nelle quali il volontariato di protezione civile così come tutto il Terzo Settore più in generale, a partire dal volontariato specializzato sanitario e sociale, è stato ed è impegnato quotidianamente.

Per queste ragioni, con sempre maggiore sconcerto leggiamo le dichiarazioni del Presidente di Anci e Sindaco di Bari, Antonio Decaro, che ancora più, assimilando gli assistenti civici ai volontari e alle volontarie che si sono dedicati al servizio degli altri, ingenerano una pericolosa confusione e ne offendono l’impegno. Anche in ragione del fatto che tali assistenti civici dovrebbero essere riconoscibili portando i loghi e le insegne della protezione civile nazionale, cosa su cui chiediamo, in virtù delle considerazioni esposte, un immediato cambio di rotta. Così come auspichiamo che in nessun caso tali risorse vengano affidate al coordinamento della protezione a qualunque livello, a maggior ragione nei comuni dove, in particolare nei centri più piccoli, le strutture di coordinamento dell’emergenza funzionano anche grazie al contributo del volontariato di protezione civile: cioè da persone preparate e qualificate per operare in sicurezza in armonia con tutte le altre componenti del Servizio nazionale della protezione civile.

Auspichiamo che la riconsiderazione di tale provvedimento conduca al riconoscimento del valore insostituibile che il volontariato di protezione civile, ma come chiarito più in generale il Terzo Settore, per la funzione a cui assolve nella vita sociale del Paese.” 

Un pensiero su “Il volontariato di Protezione Civile alza la testa: no alla costituzione di 60.000 “assistenti civici”.

  1. e se la si vedesse sotto un’altra ottica ? 60 mila che dovranno essere formati da esperti regionali e provinciali di protezione civile – che avranno operatività limitata e controllata da operatori di PC – potrebbe essere l’opportunità per molte organizzazioni di Volontariato per reclutare nuovi volontari di protezione civile,,,,,,,, c’è sempre un’altra faccia della medaglia…….

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