Ultime notizie: nell’ultima seduta il CNOG non cancella il “foglio rosa”! Aperto un canale YouTube FNGPI

Il Consiglio Nazionale dell’OdG nella sua ultima seduta prima del rinnovo delle cariche, il 21 luglio scorso, non ha revocato le sue deliberazioni del 28 gennaio 2020 e seguenti, in merito all’istituzione del cosiddetto “foglio rosa” dal 1 settembre prossimo.

Il CNOG non ha nemmeno considerato l’argomento; ha ignorato la comunicazione al proposito del ministero vigilante (scaricabile qui) del 22 giugno scorso, che precisava: “ si tratta di modifiche normative che non sono demandate alla potestà regolatoria dell’Ordine, il quale, a legislazione primaria invariata, non può configurare una modalità di accesso all’elenco dei pubblicisti difforme e contrastante con il quadro normativo vigente, sottoponendola a oneri ulteriori autonomamente individuati.
Occorre pertanto ribadire – continuava il Ministero vigilante – che i margini entro cui è consentita un’attività regolatoria del Consiglio sono quelli di riempire di significato, tramite un’attività ermeneutica che orienti in modo uniforme i Consigli territoriali, la clausola generale di “attività pubblicistica regolarmente retribuita da almeno due anni”, contemplata dall’art. 35, che il giornalista deve comprovare ai fini dell’iscrizione, ovvero il contenuto della documentazione prevista dall’art. 35 della legge n.69/1963, la quale deve contenere elementi circa l’effettivo svolgimento dell’attività giornalistica nell’ultimo biennio, riempiendo la norma in bianco contenuta nell’art. 34 del DPR 4 febbraio 1965 n. 115

Poiché il 21 luglio scorso ha avuto luogo l’ultima riunione del CNOG prima del suo rinnovo, la patata bollente è stata lasciata al nuovo CNOG che verrà prossimamente eletto

E’ naturale porsi la domanda se nelle more è esecutiva l’istituzione del “registro per gli aspiranti pubblicisti” da parte degli Ordini territoriali dal primo settembre prossimo.

Sembra proprio di no, vista la mancata pubblicazione della decisione del CNOG sulla Gazzetta Ufficiale del Ministero di Giustizia e vista la dura presa di posizione del ministero vigilante per il quale l’istituzione del registro per gli aspiranti pubblicisti sembrerebbe illegittima in quanto comporterebbe delle modifiche normative che non sono demandate alla potestà regolatoria dell’Ordine, il quale, a legislazione primaria invariata, non può configurare una modalità di accesso all’elenco dei pubblicisti difforme e contrastante con il quadro normativo vigente, sottoponendola a oneri ulteriori autonomamente individuati”.

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Come si ricorderà, nel numero dello scorso giugno, Tribuna Stampa 2.0 ha ampiamente illustrato la complessa vicenda del cosiddetto “foglio rosa” per diventare pubblicisti, che ha la sua origine nelle linee guida per la riforma dell’Ordine votata dal CNOG nell’ottobre del 2018. Il CNOG ha deciso lo scorso gennaio di rendere esecutiva questa procedura senza che il Parlamento recepisse questa “proposta” di modifica della legge istitutiva. Il foglio rosa obbligatorio è stato oggetto di una prima bocciatura il 6 aprile scorso da parte del Ministero vigilante, a seguito del ricorso dei Consiglieri Nazionali pubblicisti Angelo Baiguini e Santino Franchina.

IL CNOG aveva di fronte diverse alternative oltre alle due principali, ovvero quella di adeguarsi a quanto indicato, forse sarebbe meglio dire prescritto, dal Ministero vigilante, o di non adeguarsi a quanto previsto dalla legge istitutiva e pretendere di istituire comunque dal primo settembre 2020 il foglio rosa obbligatorio per gli aspiranti giornalisti configurando, per dirla con le parole del Ministero, “una modalità di accesso all’elenco dei pubblicisti difforme e contrastante con il quadro normativo vigente”.

Fra le diverse alternative avevamo indicato l’opportunità di ricercare una via d’uscita da una situazione imbarazzante con il minore dei danni, chiarendo che si mantenevano le modalità previste dalla legge istitutiva per l’iscrizione all’Elenco dei giornalisti pubblicisti e che le modalità previste dal foglio rosa erano facoltative.

Questa era stato il suggerimento proposto con la lettera aperta (leggi qui), inviata il 4 aprile scorso dalla FNGPI al Presidente OdG, Carlo Verna.

Si è preferito prender tempo, non annullare la delibera e tenerla nel cassetto e lasciare la patata bollente al nuovo CNOG che uscirà dalle prossime elezioni.

I pubblicisti, che rappresentano circa i due terzi dei giornalisti italiani, saranno rappresentati anche nel nuovo CNOG solo da un terzo dei componenti, nonostante la quota annua pagata dai giornalisti pubblicisti e professionisti sia identica.

La FNGPI, in attesa di conoscere quello che concretamente succederà, ha aperto un canale sperimentale YouTube (https://www.youtube.com/watch?v=ybuzksAXSfw), perché i pubblicisti possano far sentire nel caso la loro voce.

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