Si può essere “pubblicisti dal basso” con il “citizen journalism”?

Da quando il digitale è entrato, ormai come un insostituibile supporto nel mondo dell’informazione e del giornalismo, in questi ambiti lavorativi e professionali niente è stato più come prima. Una volte nate, ad esempio, le inevitabili “succursali” on line dei quotidiani cartacei, la re Internet non si è fermata ma, confermando le tesi profetiche del sociologo Marshall McLuhan, ha cambiato per sempre il modo in cui le persone non solo comunicano, ma anche pensano, si organizzano, documentano e scrivono.

In fatto di comunicazione, gli ultimi trent’anni hanno rivoluzionato sia i modi di fare informazione, che sconvolto quasi ogni campo della nostra vita. La diffusione capillare del web, non a caso, ha prodotto conseguenze sia individuali, che sociali.

In questo spazio inedito e innovativo si è fatto spazio, quasi naturalmente, il citizen journalism che, magari non può essere solo definito così genericamente visto che, fondamentalmente open source, propone al suo interno una pluralità di sillogismi davvero descrittivi come civic o public journalism o anche partecipatory, grassroots journalism.

Maurizio Lozzi

Di quanto questa recentissima nuova ondata nel mondo dell’informazione ne stia modificando gli asset, si è interessato Maurizio Lozzi, Sociologo, Giornalista pubblicista e Consigliere regionale del Lazio, dove è anche referente della FNGPI, che da docente universitario, ma anche da collega, ha voluto con il suo ultimo volume – primo ad uscire in versione ebook – se è concreta oggi la possibilità di fare “giornalismo di cittadinanza” e, se questa nuova forma di informazione, abbia o meno un concreto valore sociale.

Nello scenario attuale che, sociologicamente parlando, Lozzi ha battezzato con il termine di “mediamorfosi”, il suo lavoro si propone di analizzare il protagonismo dell’uomo comune che, attraverso l’uso degli smartphone e di altri device digitali, diventa quello che con un termine molto esplicito, ma comunque innovativo, lui ha definito “spettautore”.

Un cittadino che è quindi non più un semplice fruitore di informazione, ma un autentico fornitore di contenuti e di notizie. Spingendosi ad indagare il cosiddetto “giornalismo partecipativo”, Lozzi racconta non solo dal suo punto di vista di Sociologo, ma anche da quello di Giornalista, un mondo oggi in continua trasformazione e dove si stanno sempre più consolidando spazi fino a ieri inediti per raccontare dal basso come, oggi, sia proprio l’uomo della strada a poter fare notizia. Inserito nella collana dei “Quaderni di Sociologia Clinica”, l’e-book è distribuito sia in formato PDF, che EPUB o MOBI scaricabile tra le novità della Casa Editrice, all’indirizzo web: https://www.homelessbook.it/catalogo/il-valore-sociale-del-citizen-journalism-(ebook)/2573?path=catalogo

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