La Giornata mondiale della libertà di stampa e la mafia: una procedura, resa operativa dalla Procura di Milano, può agevolare il contrasto alla mafia in tutta Italia.

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 3 maggio Giornata mondiale della libertà di stampa per ricordare ai governi il dovere di sostenere e far rispettare la libertà di stampa sancita dall’art.19 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

Gli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti, secondo il Viminale, sono aumentati nei primi tre mesi del 2021 del 50% rispetto al primo trimestre 2020. Le donne giornaliste sono state un obiettivo privilegiato.

Quest’anno nell’Assemblea della FNGPI (Federazione Nazionale dei Giornalisti Pubblicisti Italiani), svoltasi telematicamente il 22 aprile scorso, si è preso atto di una sorta di stasi nel processo di rinnovamento del quadro normativo dell’informazione e della mancanza di un dibattito su una necessaria riforma, per la quale la FNGPI ha dato un proprio contributo agli Stati Generali dell’Informazione del 2019.

Si è preso però anche atto, d’altra parte, che, quanto era stato proposto dalla FNGPI agli Stati Generali per agevolare il contrasto alla mafia, era stato di fatto materialmente messo in atto, per iniziativa e forse senza aver neppure conoscenza della nostra proposta, da una delle più importanti Procure della Repubblica.

Preferimmo allora proporre agli Stati Generali un’iniziativa semplice e concreta, che potesse dare uno strumento ai giornalisti ed ai cittadini per scardinare sodalizi mafiosi ed un’illegalità diffusa: una semplice modifica alla Circolare del 11 novembre 2016 del Ministero della Giustizia, che consentiva alle Procure di non prendere in considerazione come notizie di reato quelle trasmesse via PEC non da un Ente pubblico.

Il fatto che le denunce, non presentate via PEC da un Ente pubblico, alle Procure della Repubblica, anche per crimini da perseguirsi d’ufficio, come quelli contro la collettività, non dovessero essere necessariamente prese in considerazione come notizie di reato dalle Procure non agevolava certo la lotta alla mafia dei giornalisti e di tutti i cittadini disposti a battersi per la legalità.

La Procura della Repubblica di Milano nella circolare interna ( 1 ) dell’8 marzo 2020, n. 11 (confermata dalla successiva circolare ( 2 ) dell’11 aprile 2020, n. 19), ha stabilito che le denunce e le querele potessero essere trasmesse via PEC anche dai privati, purché risultassero accompagnate da copia del loro documento di identità.

Questa possibilità offre l’opportunità a tutti i giornalisti italiani ed in particolare ai giornalisti pubblicisti, che svolgendo anche altre attività vengono spesso a conoscenza di infiltrazioni mafiose, di contrastare più facilmente la mafia, senza esporsi ad immediate ritorsioni.

Una denuncia presa in carico da una Procura è automaticamente trasmessa da questa alla Procura di competenza che non può non prendere in considerazione, nei modi di legge, le notizie di reato che vi sono contenute.

Nelle more di una riforma della magistratura, che, prevedendo il monitoraggio dei modi e dei tempi delle indagini preliminari e dello stesso svolgimento dei processi, questa opportunità offerta dalla Procura della Repubblica di Milano, specie se diffusa e fatta conoscere a tutti i colleghi, potrebbe essere di stimolo per la definizione di una normativa ministeriale che preveda la PEC, con fotocopia della carta d’identità o con SPID, per evitare ogni possibilità di anonimato.

Il Ministro di Giustizia, la prof.ssa Marta Cartabia, sta affrontando la Riforma della Giustizia: l’ipotesi di una tale definitiva normativa ministeriale potrebbe avere un importante impatto nei rapporti fra stampa e magistratura.

I giornalisti, oltre che dare risonanza mediatica alle iniziative della magistratura, potrebbero diventare una forza capace di trainare il Paese fuori da situazioni mafiose e d”illegalità diffusa, che minano lo sviluppo economico e sociale del Paese.

La FNGPI festeggia il 3 maggio 2021, Giornata mondiale per la libertà di stampa, celebrando l’attività di tutti i Colleghi che, fra mille rischi, si battono per la libertà di stampa e ricordando a tutte le Colleghe e di Colleghi l’opportunità offerta dalla Procura della Repubblica di Milano.

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