Cinquant’anni fa un’iniziativa per far riconoscere il diritto di usare della radio come mezzo individuale di espressione e comunicazione mise fine al monopolio della RAI e modificò profondamente la possibilità di fare informazione. Oggi è una delle più importanti associazioni di Protezione Civile, Nel 2020 per il Covid ha impegnato 1582 volontari per 31993 giornate uomo.

Cinquanta anni fa all’Arengario in Piazza Duomo si teneva una riunione di circa seicento persone per affermare il diritto, garantito ad ogni uomo dalla Costituzione Italiana, e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, di usare qualsiasi mezzo per esprimersi e comunicare, quindi anche della radio. Questo diritto era sostenuto nei primissimi anni 70 in ambienti legati al Circolo della Stampa di Milano, presieduto dall’avv. Giovanni Bovio, direttore responsabile di Tribuna Stampa ed alla Lega Internazionale per i Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite, presieduta da Riccardo Bauer.

E’ in preparazione una pubblicazione, ora in bozza, che sarà ultimata al termine delle celebrazioni del cinquantesimo anniversario della fondazione dell’organizzazione che è nata in questa occasione la FIR-CB ed il suo Servizio Emergenza Radio, grazie al contributo, ancora aperto, da parte di coloro e sono tanti che hanno fatto grande questa organizzazione.

Si anticipa qui il link dal quale scaricare la bozza, ancora da completare e correggere per coloro che vogliono essere più informati sull’argomento:

https://cliccalink.it/jda

Svariate centinaia di persone furono incriminate..

Bisogna ricordare che allora in Italia detenere un apparato ricetrasmittente era un reato che comportava 6 mesi di prigione.

Ancora oggi in Birmania la loro detenzione comporta due anni di carcere. Ne sa qualcosa Suu Kyi, attualmente in carcere per questo motivo.

Seguì uno scontro durissimo con il Ministero, che ebbe almeno diversi effetti di particolare rilievo.

A seguito dell’azione legale coordinata, decisa da una quarantina di avvocati, al Congresso FIRCB di Firenze del 1971, la sentenza 225/74 della Corte Costituzionale, non solo fece cessare che la detenzione di un apparato ricetrasmittente fosse reato, ma diede fine al monopolio RAI

La fine del monopolio RAI ebbe un incredibile impatto non solo nel mondo dell’informazione del Paese ma anche negli equilibri politici.

D’altra parte questa sentenza e le altre successive hanno sempre più con chiarezza, alla luce di tecnologie sempre più nuove, dato la possibilità ad ogni cittadino di svolgere attività giornalistica, senza incorrere nell’ esercizio abusivo della professione, se tale attività non è svolta in modo continuativo e regolarmente retribuito.

Un rinnovato quadro informativo dell’informazione, magari inserito nel quadro della normativa europea per le professioni, non potrà tener presente che vi sono oggi mille modi nuovi per fare informazione.

Un secondo effetto della riunione di cinquant’anni fa, il 19 febbraio 1971, all’Arengario in piazza Duomo Milano, è stata la formazione di una molteplicità di comunità locali virtuali, con un proprio linguaggio e proprie regole, ove ciascuno celava prudentemente la propria identità dietro un’identità virtuale, legate tutte da un profondo senso di solidarietà. Questa solidarietà ha fatto nascere il Servizio Emergenza Radio (SER) della FIR-CB, che oggi è una delle più importanti organizzazioni di volontariato di Protezione Civile: nel 2020 ha avuto nell’emergenza Covid impegnati 1582 volontari in 31993 giornate uomo ed il suo presidente, Patrizio Losi, è stato eletto nel 2019 ed è tuttora presidente del Comitato Nazionale delle Associazioni di Volontariato.

La celebrazione, avvenuta il 19 febbraio 2021, alle ore 21.30, con la partecipazione del Capo Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, è visibile sul canale YouTube della FIRCB: http://tiny.cc/fircb

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